WhatsApp su iPhone, le 4 modalità microfono in chiamata

WhatsApp su iPhone, le 4 modalità microfono in chiamata

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Su iPhone WhatsApp porta dentro la chiamata le quattro modalità microfono di iOS. Cosa fa ciascuna, quando conviene cambiarla e perché non tutti la vedono.


Ti capita di chiamare con WhatsApp da un iPhone e di sentirti chiedere di ripetere, perché intorno c’è troppo rumore? Allora questa novità ti riguarda. L’app ha cominciato a mostrare, mentre la chiamata è in corso, un accesso diretto alle modalità microfono di iOS: quattro impostazioni che decidono quanto rumore di sottofondo arriva a chi ti ascolta.

Il punto da chiarire subito è che WhatsApp non ha costruito nulla di nuovo sul fronte audio. Quelle quattro opzioni sono di Apple, vivono da tempo nei controlli di sistema dell’iPhone, dove però non era sempre comodo andarle a cercare mentre stavi parlando. La novità è dove si trovano, non cosa fanno. Riguarda solo chi usa un iPhone, e non tutti la vedranno subito.

Dove compare il nuovo tasto

Durante una conversazione, la voce dedicata al microfono si trova dentro il pulsante Altro, in basso nella schermata di chiamata. Da lì si apre il menu audio di sistema e si sceglie l’impostazione, anche a chiamata già avviata: non serve riagganciare né richiamare la persona.

La segnalazione arriva da Melablog, che cita a sua volta il sito specializzato WABetaInfo e indica come prima versione in cui la funzione è stata vista la 26.27.74 di WhatsApp per iOS, già scaricabile dall’App Store. Su questo sito abbiamo raccontato le altre novità dell’app in questa fase, dagli username che nascondono il numero di telefono al nuovo backup: il tasto del microfono è la più discreta del gruppo, e forse la più utile nella giornata tipo.

Quale modalità serve, a seconda di dove sei

Le scelte possibili sono quattro: Isolamento voce, Ampio spettro, Automatica e, come impostazione di partenza, Standard. Invece di seguire l’ordine in cui l’iPhone le mostra, conviene ragionare per situazioni.

  • C’è rumore intorno e vuoi solo farti capire — è il caso dell’autobus, della strada, dell’ufficio condiviso: qui serve Isolamento voce, che spinge avanti la voce di chi parla e tiene indietro il resto. Non cancella tutto, ma smorza motori, brusio e voci lontane.
  • Vuoi che dall’altra parte si senta anche l’ambiente — un concerto, una lezione, un tavolo con più persone: è il compito di Ampio spettro, che fa esattamente il contrario del precedente e lascia passare i suoni attorno a te.
  • Sei in un posto tranquillo — allora va bene Standard, l’audio predefinito dell’iPhone, quello che l’app usa se non tocchi niente.
  • Non vuoi pensarciAutomatica lascia decidere a iOS, che può anche cambiare l’impostazione mentre parli.

Il tema non è nuovo per chi ha un telefono Apple: ne avevamo già parlato nella panoramica sulle differenze fra le modalità del microfono, e più nel dettaglio nella guida al controllo dell’audio nelle telefonate. La differenza, adesso, è che per applicarle a WhatsApp non devi più cercarle altrove.

Attenzione: la scelta può restare lì anche dopo

C’è un dettaglio che vale la pena conoscere prima di mettere mano al menu. La documentazione di Apple spiega che la modalità microfono selezionata può restare agganciata all’app per cui l’hai scelta, finché non la cambi a mano. Tradotto: se attivi Isolamento voce per una chiamata WhatsApp fatta in mezzo al traffico, quella stessa impostazione può ritrovarsi attiva anche la volta dopo, senza che nessuno te lo ricordi.

Per molti sarà un vantaggio: se ti interessa avere la voce sempre ben staccata dal resto, la scegli una volta sola e smetti di pensarci. Ma se alterni telefonate private, riunioni e momenti in cui ti interessa far arrivare anche il suono della stanza, quel comportamento diventa una piccola trappola — l’ambiente che volevi condividere resta filtrato via, e te ne accorgi solo dopo.

Se non lo trovi, non è colpa dell’aggiornamento

Aggiornare l’app dall’App Store non basta a garantire che il tasto compaia: la distribuzione procede a scaglioni, prima a un gruppo ristretto e poi via via agli altri, e non è stata comunicata una data entro cui arriverà su tutti i dispositivi compatibili.

È lo stesso schema che WhatsApp sta usando in queste settimane su fronti diversi, e questo è il vero motivo della confusione. Per le reazioni con emoji animate, per esempio, TuttoAndroid spiega che l’abilitazione avviene direttamente sul singolo account, tanto che due persone con la stessa identica versione installata possono vedere cose diverse. Vale la pena tenerlo a mente: il numero di versione che leggi nelle notizie dice quando una funzione è stata avvistata, non quando la avrai tu.

Nessuna rivoluzione, insomma, e nemmeno una funzione che WhatsApp può rivendicare come propria. Ma è un accorciamento di percorso su un gesto che si ripete ogni giorno: farsi sentire bene quando intorno c’è confusione.

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