Reagisci al messaggio di un amico con un pollice in su, e per un attimo quel pollice si muove prima di fermarsi. Sul telefono di un altro contatto, stessa app e stessa versione, resta immobile. Non è un difetto del telefono: WhatsApp ha iniziato a distribuire le reazioni animate, e lo fa un account alla volta.
Per ora la cosa riguarda solo chi usa la beta per Android, cioè la versione di prova che si installa iscrivendosi al programma di test dell’app. Chi ha WhatsApp normale, scaricato dal Play Store, per il momento non la vedrà: l’azienda non ha indicato nessuna data per il passaggio alla versione stabile.
Perché a un amico si muove e a te no
È la confusione più diffusa su questa novità, e nasce da un equivoco: aggiornare l’app non basta. La segnalazione di TuttoAndroid, di fine agosto 2026, individua la funzione nella beta Android 2.26.33.4 dell’app, e precisa che l’accensione avviene a livello di account e non di versione. Tradotto: due persone possono avere lo stesso numero di build installato e comportarsi in modo diverso, una con le reazioni che si muovono e l’altra no.
Non c’è nemmeno un interruttore da cercare per attivarla. Quando WhatsApp la rende disponibile su un account, parte da sola. L’unica verifica possibile è empirica: se reagendo con una delle emoji supportate l’icona compie una breve animazione e poi torna ferma, la funzione c’è; se resta statica, o l’emoji scelta non è ancora fra quelle animate, oppure il proprio account non è stato incluso nella distribuzione.
Quattro emoji si muovono adesso, altre cinque sono annunciate
WhatsApp non ha animato tutto il repertorio: ha scelto un gruppo ristretto, che secondo la stessa fonte verrà allargato per gradi. In movimento, sotto un messaggio, per adesso se ne vedono quattro:
- il cuore rosso;
- le mani giunte;
- il pollice in su;
- la faccina con la lacrima di gioia.
Altre cinque sono indicate come candidate a ricevere l’animazione più avanti: la faccina arrabbiata, il fuoco, quella che si rotola dalle risate, i due cuori e la faccina sorridente con gli occhi a forma di cuore. Fanno nove in tutto, contando presente e futuro dichiarato: una manciata, rispetto alle centinaia di simboli che si possono appiccicare a un messaggio.
Vale la pena chiarire una sovrapposizione che confonde. Le emoji animate non nascono ora: WhatsApp le aveva già portate dentro i messaggi, dove alcuni simboli inviati in chat si muovono da tempo. Quello che mancava era la coerenza fra i due posti, perché la stessa identica emoji usata come reazione sotto il messaggio restava congelata. È questo scarto che l’aggiornamento sta chiudendo.
Come si torna alle reazioni ferme
Chi trova le animazioni fastidiose non deve aspettare che WhatsApp le tolga. Nell’app esiste già un’opzione, comparsa in una beta precedente, che blocca la riproduzione delle emoji animate in generale. Una volta spenta, i simboli tornano tutti alla loro forma statica, e la regola vale anche per quelli piazzati come reazione a un messaggio.
La differenza rispetto al rilascio descritto sopra è che qui il controllo sta in mano all’utente: l’attivazione dipende da WhatsApp, la disattivazione no. Chi legge le chat su schermi piccoli o tiene molti gruppi aperti può ritrovarsi con parecchio movimento sotto gli occhi, e questa è la strada per farlo smettere.
Il pannello delle reazioni è il vero cantiere
L’animazione non è un esperimento isolato. Sempre secondo TuttoAndroid, WhatsApp sta lavorando anche a reazioni con emoji personalizzate riservate agli abbonati a WhatsApp Plus, la formula a pagamento di cui abbiamo raccontato condizioni e funzioni incluse. Il punto di partenza restano le sei emoji predefinite che compaiono tenendo premuto un messaggio: la direzione sembra quella di trasformare quel pannello, oggi identico per tutti, in qualcosa che ciascuno adatta a sé.
Se tutto questo sia utile o solo rumore visivo, lo dirà l’uso quotidiano. La reazione nasce come scorciatoia, un simbolo al posto di una risposta, e più opzioni si aggiungono, meno resta una scorciatoia.
Un dettaglio dentro una settimana molto densa
C’è un elemento che si coglie solo mettendo in fila le segnalazioni di quei giorni. La funzione delle reazioni animate compare nella beta 2.26.33.4; appena due build prima, nella 2.26.33.2, era stato avvistato lo strumento che affida a Meta AI l’allargamento delle foto in formato verticale per gli aggiornamenti di stato. Due versioni di prova quasi consecutive, due novità di peso molto diverso, distribuite entrambe a pochissimi tester.
È il ritmo con cui l’app di Meta lavora oggi, ed è anche il motivo per cui conviene tenere separate due domande. Una cosa è chiedersi se una funzione esiste, e la risposta arriva dalle beta con settimane o mesi di anticipo. Un’altra è chiedersi quando arriverà sul proprio telefono, e lì la risposta dipende dal rilascio graduale, non dal numero di versione. Le reazioni che si muovono sono un buon esempio di questa distanza: sono reali, sono già in giro, e per la stragrande maggioranza degli utenti non sono ancora arrivate. Nello stesso periodo WhatsApp ha aperto altri cantieri ben più pesanti, dai nomi utente al salvataggio delle chat, che abbiamo riunito nella panoramica sulle novità in arrivo sull’app.


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