Se usi WhatsApp da anni su un iPhone, lo spazio gratuito di iCloud probabilmente ti sta stretto. Il motivo è che il salvataggio delle chat finisce nella stessa scorta da 5 GB che deve ospitare anche le foto, i file e la copia di sicurezza del telefono. Adesso però qualcosa potrebbe muoversi: dentro l’app sono spuntate le tracce di un archivio cloud gestito direttamente da WhatsApp, con due gigabyte riservati alle sole conversazioni.
Il condizionale non è prudenza di facciata. Le tracce sono comparse in una versione di prova per iPhone, la beta 26.28.10.16, esaminata da WABetaInfo e ripresa a fine agosto 2026 da Melablog. Nessuno può ancora usarla: non è aperta al pubblico e, stando a quanto emerso, non risulta attiva neppure per chi è iscritto al programma di prova dell’app. Meta non ha annunciato niente e non c’è una data.
Cosa cambia rispetto al backup di oggi
Il backup è semplicemente la copia delle tue conversazioni conservata fuori dal telefono: serve quando cambi dispositivo o quando reinstalli l’app. Oggi su iPhone quella copia viene appoggiata a iCloud, cioè allo spazio online di Apple, ed è il motivo per cui chi conserva anni di messaggi vocali e video se lo vede riempire in fretta. Se non hai mai messo mano a questa impostazione, la trovi spiegata nella nostra guida su come funziona il salvataggio delle chat sul cloud.
Nella versione di prova analizzata da WABetaInfo compare invece un bivio: continuare come adesso, oppure spostare le chat su un servizio cloud pensato solo per loro. Attenzione a un dettaglio che evita fraintendimenti: iCloud resterebbe la strada preimpostata su iPhone, quindi chi non tocca niente non si ritroverebbe l’archivio spostato d’ufficio. La seconda opzione sarebbe una scelta, non un obbligo.
Due giga riservati: quanto sono davvero
Le informazioni emerse finora parlano di 2 GB gratuiti dedicati alla cronologia dei messaggi. Il numero preso da solo dice poco, ma il conto è interessante: chi ha un iPhone oggi ha 5 GB gratuiti da spartire fra tutto, con questa novità ne avrebbe 7 in totale, e due sarebbero blindati per le chat. Circa il 40% di spazio gratuito in più rispetto a oggi, con il vantaggio che i messaggi smetterebbero di rubare posto alle fotografie.
Detto questo, due gigabyte sono una misura onesta per chi scrive soprattutto testo e poco altro. Chi invece riceve ogni giorno foto in alta qualità, video dei gruppi di famiglia, documenti e vocali lunghi li esaurisce in fretta. La cronologia di WhatsApp è pesante proprio perché non contiene solo parole: è lì che finiscono gli allegati di anni.
Quanto costerebbe lo spazio in più
Per chi sfora, l’esame della beta indica un abbonamento: 50 GB per una cifra intorno ai 0,99 dollari mensili, e sarebbe allo studio pure un taglio ben più capiente. Due precisazioni servono, però. La prima è che si parla di dollari, non di euro: quanto costerebbe in Italia non si sa. La seconda è che nulla di tutto questo è ufficiale, e non è detto che le condizioni siano identiche in ogni Paese. Sono cifre trovate dentro il codice di una beta, non un listino.
La crittografia diventa permanente, e la password pesa più di prima
Il salvataggio sarebbe protetto sempre, senza possibilità di spegnere la protezione. Crittografia end-to-end vuol dire che i contenuti viaggiano e restano illeggibili per chiunque non abbia la chiave giusta, compresa l’azienda che conserva i file. Le chiavi ammesse sarebbero tre: una password, un codice di accesso, oppure una sequenza numerica lunga 64 cifre.
Qui sta il risvolto che vale la pena mettere in chiaro, perché è la conseguenza pratica più importante di tutta la faccenda: se la chiave si perde, recuperare le conversazioni può diventare complicato e in certi casi impossibile. È il rovescio inevitabile di una protezione che non ammette scorciatoie. Nel backup di un’app di messaggistica finiscono conversazioni private, ricevute, documenti di lavoro e fotografie; renderli inaccessibili agli estranei significa anche renderli inaccessibili a te, se smarrisci il codice.
Chi passa da iPhone ad Android
C’è un’ultima ricaduta possibile, ed è quella che riguarda il trasloco dei messaggi da un sistema operativo all’altro. Oggi trasferire le chat fra iPhone e Android si può fare, ma resta un’operazione che in molti trovano scomoda, come sa chi ha provato a seguire una procedura di salvataggio e ripristino su iPhone. Un archivio che non dipende né dal cloud di Apple né da quello di Google potrebbe in teoria rendere il passaggio meno macchinoso.
In teoria, appunto. Melablog lo presenta come una possibilità resa credibile dall’impianto del progetto, non come una funzione promessa: nessuno ha confermato che il nuovo sistema porterà un ripristino più semplice fra le due piattaforme.
Cosa resta da capire
Tirando le somme, di certo c’è solo la direzione: Meta sembra voler tenere in casa la gestione dei dati salvati dagli utenti, invece di lasciarla ai servizi cloud del telefono. È lo stesso movimento che si intravede in altre novità di questo periodo, dagli username al resto di quello che l’app sta muovendo in parallelo, e che abbiamo messo in fila negli aggiornamenti WhatsApp di questa estate.
Restano aperte le tre domande che contano davvero per chi paga: quanto spazio verrà offerto sul serio, a che prezzo nella valuta locale e a partire da quando. Finché non arrivano risposte ufficiali, l’unica cosa concreta è che il backup delle chat sta per smettere di essere un problema di iCloud e diventare un problema di WhatsApp.


Lascia un commento