Due sigle apparse in un registro cinese sono, per ora, l’unica cosa davvero solida che si sappia sui prossimi telefoni di punta di Xiaomi. I codici sono M154FF e M311AD, e appartengono a due apparecchi che hanno superato la certificazione 3C: il controllo obbligatorio che in Cina un dispositivo elettronico deve passare prima di poter essere messo in vendita. Secondo le testate che hanno seguito la vicenda dietro quelle sigle ci sono i due modelli di vertice della serie 18: il Pro e il Pro Max.
Quello che il documento mette nero su bianco è poco ma preciso: entrambi accettano la ricarica via cavo fino a 100W. Il resto di ciò che si legge in giro su fotocamere, schermo e batteria non viene da lì. Viene da indiscrezioni, ed è bene tenere le due cose separate.
Che cosa controlla davvero un ente di certificazione
La 3C è un passaggio burocratico, non una presentazione. Un ente pubblico verifica che l’apparecchio rispetti le regole di sicurezza elettrica e le norme sulle frequenze radio, e in cambio rilascia il via libera alla vendita sul mercato interno. Nel fascicolo finiscono quindi le grandezze che sono state misurate: quanta potenza assorbe l’alimentatore, quali bande radio usa il telefono.
Ne esce una regola pratica. Dalla certificazione si ricavano dati verificati ma parziali: potenza di ricarica, connettività, poco altro. Nulla su design, obiettivi fotografici, prezzo o giorno di presentazione. Se una notizia attribuisce alla certificazione dettagli di quel tipo, sta mescolando due fonti diverse senza dirlo.
Qui, oltre ai 100W, una delle testate riferisce che il documento del Pro indica anche l’UWB, sigla che sta per banda ultra larga. È la tecnologia radio con cui un apparecchio capisce non solo che un altro dispositivo è vicino, ma anche dove si trova rispetto a lui. Serve per ritrovare un oggetto smarrito, o per aprire una serratura avvicinandosi.
Quanto dura la ricarica non lo dice nessuno
La cifra finita nei titoli si presta a un equivoco. I watt misurano la potenza che l’alimentatore riesce a spingere nella batteria, cioè la velocità massima teorica del rifornimento. Non sono minuti: il tempo vero dipende da quanta di quella potenza il telefono accetta davvero nei diversi momenti della carica.
Ed è proprio il tempo il dato che manca. Una delle due testate lo scrive apertamente: nel documento non compaiono né i tempi di ricarica, né indicazioni sull’alimentatore eventualmente incluso nella confezione, né differenze di comportamento fra i due modelli. Finché Xiaomi non pubblicherà i propri numeri, qualsiasi durata in minuti resta una stima altrui, non un fatto.
Un confronto però aiuta a dimensionare la novità, e nasce dall’accostare due dati che le fonti riportano separatamente. Il modello della generazione precedente, Xiaomi 17 Pro, veniva già proposto con ricarica via cavo da 100W e batteria da 6.300 mAh. Sulla potenza, insomma, la certificazione fotografa una continuità, non un salto: se un progresso ci sarà, andrà cercato nell’energia immagazzinata, non nella rapidità con cui entra.
Tutto il resto è ancora indiscrezione
Attorno al nucleo certificato si è accumulata parecchia anticipazione, quasi tutta riconducibile a un unico informatore che si firma Digital Chat Station. Ed è qui che va dichiarato un limite: le quattro cronache disponibili escono da due sole redazioni, gizchina.it e xiaomitoday.it, che in buona parte convergono su quella stessa voce. Non sono riscontri indipendenti.
- Batterie: circa 7.000 mAh per il Pro, circa 8.000 mAh per il Pro Max. Il mAh indica quanta carica la batteria contiene, quindi quanto dura; i watt dicono invece quanto in fretta si riempie.
- Fotocamere: per il Pro Max si ipotizza un sensore principale da 200 megapixel di tipo LOFIC più un teleobiettivo macro sempre da 200 megapixel; il Pro avrebbe la stessa coppia, ma senza la parte LOFIC.
- Processore: la serie dovrebbe inaugurare lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro di Qualcomm, prodotto da TSMC a 2 nanometri e atteso fra il 22 e il 24 settembre.
Le date circolano, ma nessuno le ha confermate
Sul calendario le fonti concordano su uno schema insolito per l’azienda: a settembre, in Cina, arriverebbero soltanto i due modelli di vertice, mentre la versione base slitterebbe a dicembre. Una delle due testate riferisce inoltre che il progetto Xiaomi 18 Ultra sarebbe stato accantonato, il che lascerebbe al Pro Max il ruolo di modello più completo della gamma.
Sono ricostruzioni di stampa, non annunci. Alla data del 21 agosto 2026 Xiaomi non ha confermato né le date, né la scheda tecnica completa, né i mercati. Sull’arrivo fuori dalla Cina le due redazioni divergono, e sull’Italia dalle fonti non emerge nulla: né tempi, né prezzi.
Il bilancio sta tutto nella distinzione da cui siamo partiti. Un ente cinese ha verificato che due dispositivi siglati M154FF e M311AD reggono la ricarica via cavo a 100W, e per uno dei due risulta anche l’UWB: è il fatto accertato, ed è l’unica ragione per cui oggi si parla della serie. I 200 megapixel, gli 8.000 mAh, settembre e dicembre restano invece anticipazioni. Potranno rivelarsi esatte, come spesso accade con queste fughe di notizie, ma per ora chi segue la serie ha in mano due numeri di modello e una potenza di ricarica.


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