TIM ha completato l’acquisto di una quota del 70% in VoiSmart, realtà tecnologica italiana con prodotti propri nei campi delle comunicazioni unificate, del Wi-Fi customer engagement e dell’AI. A condurre l’operazione è TIM Enterprise, la divisione del gruppo dedicata a grandi aziende e pubbliche amministrazioni. Biagio Passaro, fino a oggi amministratore unico, assume la carica di amministratore delegato. Per il gruppo l’obiettivo è dipendere meno da tecnologie esterne e consolidare la sovranità digitale, ovvero il controllo su piattaforme e dati.[1][2]
In breve
- TIM Enterprise rileva il 70% di VoiSmart, azienda italiana di comunicazioni unificate e AI
- L’obiettivo dichiarato è controllare direttamente le piattaforme e dipendere meno da tecnologie di terzi
- Biagio Passaro diventa amministratore delegato e resta socio di minoranza
- Opzioni put e call permettono a TIM di prendere il resto del capitale entro il 2030
Che cosa ha comprato TIM e con quale quota?
Ecco i contorni dell’operazione, partendo da chi compra e che cosa. A rilevare il 70% di VoiSmart è il Gruppo TIM, che ha agito attraverso TIM Enterprise, la business unit pensata per accompagnare grandi imprese, pubbliche amministrazioni e settori strategici nella trasformazione digitale. L’azienda acquisita è italiana e sviluppa soluzioni proprie, quindi non basate su prodotti di altri fornitori.[1][2]
In concreto, l’ambito d’azione è piuttosto vasto. VoiSmart si occupa di comunicazioni unificate e omnicanali, cioè strumenti che mettono insieme telefonia e altri canali di contatto con la clientela, oltre che di Wi-Fi customer engagement e di intelligenza artificiale. Smartphonology riferisce che la chiusura dell’accordo risale al 3 settembre; l’importo dell’operazione resta riservato.[1]
Perché TIM punta sulla sovranità digitale?
Ma perché TIM Enterprise ha scelto proprio VoiSmart, e che cosa cambia per la sua offerta? Con VoiSmart, TIM Enterprise allarga l’insieme di tecnologie che governa direttamente nei campi del VoIP (la telefonia via internet), della collaboration e dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da soluzioni di terze parti e dare ai clienti un controllo completo su piattaforme, residenza dei dati e processi di comunicazione, come riportano Hardware Upgrade e Smartphonology.[1][2]
Il manager che ha seguito la pratica per TIM è Mirko Mischiatti, Chief Enterprise and Innovative Solutions Officer. Secondo lui, chi offre servizi critici può dare certezze precise sulla localizzazione dei dati. Aggiunge che, mentre connettività, cloud e AI convergono, avere in mano le piattaforme diventa «una condizione di competitività per le imprese e di efficienza per la pubblica amministrazione».[1][2]
Che cosa cambia nella società e quando TIM può prenderla tutta?
Cambia anche la struttura interna della società. Biagio Passaro, che finora era amministratore unico e primo azionista attraverso Girasoli S.r.l., ricopre ora il ruolo di amministratore delegato di VoiSmart. Rimarrà nella compagine con una quota di minoranza, come i principali soci storici, mentre il Gruppo TIM arriva al 70% del capitale.[1][2]
Le intese contemplano opzioni put e call, ossia diritti di vendita e di acquisto, grazie alle quali TIM potrà rilevare il capitale rimanente entro il 2030. Passaro ha affermato che combinare la rapidità di VoiSmart con la solidità industriale di TIM Enterprise può portare i prodotti della società «a una scala molto più ampia, in Italia e sui mercati internazionali».[1][2]
Quali novità attende il gruppo per cloud e intelligenza artificiale?
Quanto ai servizi, il gruppo indica una rotta chiara. Mettere a frutto le competenze di VoiSmart, afferma, darà impulso a nuove soluzioni di cloud e di intelligenza artificiale. Si punta a una più stretta integrazione fra connettività, fonia, collaboration, customer engagement e servizi digitali avanzati, pensati per imprese e pubblica amministrazione.[1][2]
Per TIM l’argomento non è inedito. Secondo Smartphonology, la sovranità digitale ispira anche altri progetti recenti, come la piattaforma di intelligenza artificiale sovrana realizzata con NVIDIA per aziende e PA. Stavolta, tuttavia, il punto di forza è il presidio diretto delle piattaforme di comunicazione su cui si reggono i servizi dei clienti.[1]
In sintesi
Il quadro d’insieme si riassume in poche cifre e date. TIM Enterprise ha portato al 70% la propria partecipazione in VoiSmart, con un closing indicato al 3 settembre e con l’obiettivo di controllare in casa piattaforme di comunicazione, cloud e AI. Passaro guida ora la società da amministratore delegato, restando socio di minoranza. La quota restante potrà passare a TIM entro il 2030 grazie alle opzioni put e call previste dagli accordi.[1][2]
Fonti
- Smartphonology: TIM Enterprise: acquisito il 70% di VoiSmart per cloud e AI
- Hardware Upgrade: TIM Enterprise acquisisce il 70% di VoiSmart: focus su sovranità digitale, cloud e IA


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