Il 19 agosto 2026 l’account ufficiale Snapdragon ha pubblicato su X un messaggio di poche righe: il prossimo capitolo dell’era dell’IA agentica comincia al Snapdragon Summit, e l’appuntamento è il 22 settembre. Accanto alla data, una frase costruita apposta per farsi decifrare: When Two Changes the Game, il due che cambia la partita.
Da quel numero è partita la notizia che in queste ore rimbalza su tutti i siti di tecnologia: Qualcomm preparerebbe non uno ma due processori di punta per gli smartphone Android del prossimo anno. Se ti stai chiedendo se questo riguarda il telefono che comprerai, la risposta onesta è che riguarda i modelli più costosi in arrivo tra fine 2026 e 2027 — e che oggi, a un mese dall’evento, di ufficiale c’è molto meno di quanto sembri.
Cosa ha detto davvero Qualcomm (e cosa no)
Il chip, o SoC, è il singolo componente che contiene processore, scheda grafica e modem di un telefono: è il pezzo che decide quanto va veloce e quanto scalda. Qualcomm è l’azienda che lo fornisce alla maggior parte dei top di gamma Android.
Nel teaser di agosto l’azienda ha comunicato tre cose: la data, il tema dell’evento e l’idea del doppio. Non ha pubblicato i nomi dei due chip, né una sola specifica tecnica. Su questo TuttoAndroid è esplicito: l’identità dei due prodotti non è stata rivelata, e l’ipotesi che si tratti di Snapdragon 8 Elite Gen 6 e di una variante superiore resta, testualmente, un’interpretazione delle anticipazioni.
Vale la pena insistere, perché è il punto in cui le cronache divergono. Alcune testate hanno scritto che Qualcomm avrebbe già ufficializzato le denominazioni, indicando come secondo modello uno Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6. Altre, sulla base degli stessi teaser, parlano invece di una versione Pro. Due nomi diversi per la stessa cosa significano una cosa sola: il nome commerciale non è ancora pubblico. Chi lo dà per certo sta scommettendo, non riportando.
Il dettaglio che lega i due racconti: SM8975
C’è però un elemento che tiene insieme le versioni discordanti, e non lo dice nessuna delle due per intero. La testata che parla di variante Extreme la identifica con la sigla interna SM8975. E SM8975 è esattamente la sigla stampata sui campioni di pre-produzione fotografati sulla piattaforma cinese Xianyu, che però li descrive come Gen 6 Pro.
Le sigle interne sono il codice con cui il produttore identifica il silicio prima di dargli un nome da vetrina. Che due ricostruzioni diverse convergano sullo stesso codice suggerisce che il chip sia uno solo, e che la differenza riguardi il marchio da attaccarci sopra. Il 22 settembre servirà anche a questo.
I numeri che circolano restano indiscrezioni
Le schede tecniche che trovi in giro non vengono da Qualcomm. Su alcune c’è convergenza: il passaggio ai 2 nanometri, la misura che indica quanto sono fitti i circuiti dentro al chip — più sono fitti, più se ne infilano nello stesso spazio consumando meno. Anche qui però le fonti non coincidono del tutto: c’è chi attribuisce i 2 nm a entrambi i modelli e chi li riserva alla sola versione superiore, lasciando quella standard a 3 nm.
Sul resto la prudenza è d’obbligo. Le foto dei campioni mostrano un blocco di dissipazione inserito tra il chip e il suo coperchio, una soluzione paragonabile all’Heat Pipe Block già visto sull’Exynos 2600 di Samsung, e indicano il supporto alle memorie LPDDR6 e LPDDR5X. Circola infine un punteggio AnTuTu 11 di 4.835.412 punti attribuito alla versione superiore: AnTuTu è un’app che assegna un voto complessivo alla potenza di un telefono, utile per confrontare modelli ma non per capire come andrà nell’uso quotidiano. Quel numero non è verificato e proviene da una fuga di notizie.
Che effetto ha sui telefoni
Quello che le fonti dicono con qualche solidità è che i primi dispositivi interessati arriveranno da Xiaomi. Riguarderebbe i due modelli di vertice della serie 18, il Pro e il Pro Max, che avrebbero appena superato in Cina la certificazione 3C, passaggio obbligatorio prima della vendita: le carte indicano ricarica via cavo a 100 W, banda N79 delle reti 5G e tecnologia UWB, quella che permette al telefono di misurare con precisione la distanza dagli oggetti vicini. La segnalazione arriva dal leaker Digital Chat Station su Weibo, non dall’azienda.
La conseguenza più concreta per chi compra non è tecnica ma di listino. Se davvero i chip diventano due su livelli diversi, i produttori si ritrovano due gradini invece di uno nella fascia alta — e la variante superiore viene descritta come sensibilmente più cara dell’attuale Snapdragon 8 Elite Gen 5. Tradotto: la distanza di prezzo tra un top di gamma e un top di gamma davvero top rischia di allargarsi.
Nel frattempo la generazione attuale è ancora quella che si trova sugli scaffali: il POCO F9 Ultra, appena comparso nel database Geekbench, monta lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 con scheda grafica Adreno 840. Le risposte vere, come si è visto, arriveranno dal palco delle Hawaii: tre giorni di conferenza, dal 22 settembre 2026 al 24.


Lascia un commento