Dentro la quinta versione di prova di iOS 27, distribuita ad agosto 2026, sono comparsi i riferimenti a sei iPhone che Apple non aveva ancora presentato. Non fotografie, non specifiche: sei sigle, da V62 a V69, nei file che il sistema usa per gestire l’alimentazione dei dispositivi.
Se stai pensando di cambiare telefono, la parte che ti riguarda non è l’elenco dei nomi. È il calendario: secondo la ricostruzione di iPhoneItalia quei sei modelli non arrivano tutti insieme. Tre a settembre 2026, tre all’inizio del 2027 — e il taglio fra i due gruppi passa esattamente dove passa il prezzo.
Che cos’è un codename, e perché finisce nel software
Un codename è il nome interno con cui un prodotto esiste in azienda prima di avere un nome commerciale. Non è pensato per il pubblico: serve a identificare l’oggetto nei documenti e nel codice.
Nel software finisce per un motivo pratico. Il sistema operativo deve sapere in anticipo come si comporta ogni dispositivo su cui girerà, e nel caso specifico come si comportano le sue batterie: quanta corrente assorbe, come si ricarica, come va gestita l’energia. Se il telefono esce a settembre, quel codice deve essere pronto prima. È per questo che i sei riferimenti stanno, come spiega iPhoneItalia, in mezzo agli identificativi dei telefoni già sul mercato, dentro i file che governano i driver della batteria e la funzione che Apple chiama Battery Intelligence.
La conseguenza è che una versione di prova di un sistema operativo contiene, ogni anno, pezzi di informazione sull’hardware che verrà. È un effetto collaterale del modo in cui il software viene costruito — e il motivo per cui, come racconto in come si è arrivati al rilascio di iOS 27, le anteprime estive finiscono per dire tanto sul telefono in arrivo quanto sul sistema.
I sei codici, e i modelli che ci stanno dietro
Una precisazione che iPhoneItalia mette prima della tabella e che va ripetuta: nel codice ci sono soltanto le sigle. I nomi commerciali accanto a ciascuna non sono scritti da nessuna parte: sono deduzioni costruite su indiscrezioni precedenti e sulla nomenclatura usata dal giornalista di Bloomberg Mark Gurman. La sigla è un fatto, il nome è un’ipotesi.
Ecco l’abbinamento, con il periodo di lancio indicato dalla stessa fonte.
Attesi a settembre 2026
- V63 — iPhone 18 Pro
- V64 — iPhone 18 Pro Max
- V68 — iPhone Ultra, il pieghevole
Attesi all’inizio del 2027
- V67 — iPhone 18, il modello base
- V69 — iPhone 18e
- V62 — iPhone Air 2
Un dettaglio che vale la pena notare, e che nessuna delle fonti commenta: le sigle non seguono l’ordine di uscita. V62, il numero più basso, è nel gruppo di primavera; V68, quasi il più alto, esce per primo. Sono identificativi interni assegnati per progetto, non per calendario — un motivo in più per non leggerli come una scaletta.
Secondo iPhoneItalia è la prima volta che l’intera gamma dell’iPhone 18 compare tutta insieme, esplicitamente, nel software di sviluppo.
Perché la gamma si spezza in due
La divisione fra i due gruppi non è casuale, ed è la parte che cambia davvero qualcosa per chi compra. iPhoneItalia la descrive come la prima applicazione di una nuova strategia: Apple divide la presentazione degli iPhone in due finestre invece di concentrarla in autunno.
A settembre 2026 andrebbe in scena solo la fascia alta — i due Pro e il primo pieghevole. Per i tre modelli più accessibili — il 18e, l’iPhone 18 base e l’Air alla sua seconda generazione — l’appuntamento si sposterebbe invece alla primavera 2027.
Tradotto in pratica: se quello che cerchi è un iPhone di fascia media, con questo schema l’autunno 2026 non è la stagione giusta, e l’attesa non è di qualche settimana ma di alcuni mesi. Se invece guardi ai Pro o al pieghevole, il calendario resta quello di sempre.
Il pieghevole: due indizi che si tengono
Il modello indicato come iPhone Ultra è quello su cui il codice ha lasciato più tracce, e non solo in questa occasione. Due cose che nessun iPhone in commercio sa fare erano già emerse nelle anteprime precedenti, ricorda iPhoneItalia: il supporto ai display pieghevoli e la capacità di gestire più batterie dentro lo stesso dispositivo.
Quest’ultima ha una spiegazione fisica semplice. Un telefono che si piega non ha spazio per una batteria unica: la cella va divisa in due, una per metà, e il sistema deve saperle trattare come un insieme. Un dispositivo a doppia cella, scrive la fonte, è coerente con quello che ci si attende dall’iPhone Ultra.
C’è un terzo indizio che arriva da un’altra direzione, ed è iSpazio a segnalarlo parlando del Mac. Nella versione 27 di macOS la finestra di iPhone Mirroring — la funzione che mostra lo schermo dell’iPhone sul computer — si può ora ridimensionare adattandola a proporzioni diverse, e in molti hanno collegato la modifica proprio al pieghevole atteso.
I tre elementi vengono da versioni diverse e da due redazioni diverse, e nessuna li mette in fila. Presi insieme dicono però una cosa sola: il software si sta preparando a un iPhone che non ha la forma fissa di quelli attuali — né uno schermo solo, né una batteria sola, né un rapporto fra i lati costante. Sono tre adattamenti che non servono a nessun modello in vendita oggi.
Quanto ci si può fidare
La cautela la scrive iPhoneItalia stessa, e conviene riportarla per intero perché è la parte che di solito sparisce quando queste notizie vengono rilanciate.
Primo: i nomi in codice non rivelano specifiche tecniche. Non c’è nulla, in una sigla, su fotocamere, processore o schermo. Secondo: non confermano i nomi commerciali, che restano deduzioni. Terzo: i piani di un’azienda possono cambiare, e un identificativo tecnico non è un impegno.
Detto questo, la stessa fonte aggiunge l’osservazione che dà peso alla notizia: storicamente, quando un codename compare in una versione di prova, il prodotto è vicino al rilascio. Il che porta a una distinzione utile — l’esistenza dei sei progetti è il fatto solido; nomi e date sono la parte interpretata.
Cosa ti resta
Che sei iPhone erano in lavorazione ad agosto 2026, e che il sistema che stavi per installare li conosceva già. Che, secondo la ricostruzione, sarebbero usciti in due ondate separate da alcuni mesi, con la fascia alta davanti. E che il software mostrava da tempo i segni di un modello pieghevole a doppia batteria.
Nessuno di questi elementi ti dice quanto costerà o quanto sarà buona una fotocamera. Ti dice però quando guardare, che nel decidere se cambiare telefono adesso o aspettare è spesso l’informazione che pesa di più.
La scoperta è raccontata da iPhoneItalia, che l’attribuisce a Macworld e cita le riprese di MacRumors e 9to5Mac; la nota su iPhone Mirroring è di iSpazio.


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