HyperOS 4: Soft Light Glass, Super XiaoAI e i numeri veri

HyperOS 4: Soft Light Glass, Super XiaoAI e i numeri veri

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Xiaomi ha messo tre percentuali sul tavolo per HyperOS 4. Dicono che a migliorare sono memoria e fluidità, molto meno l’autonomia: ecco cosa cambia.


Chi presenta una nuova interfaccia di solito parla di sensazioni: più fluido, più pulito, più intelligente. Con HyperOS 4, Xiaomi ha invece affiancato dei numeri alle promesse. Messi in fila, quei numeri dicono una cosa precisa: il salto riguarda memoria e fluidità dello scorrimento, mentre sull’autonomia il vantaggio dichiarato si conta in minuti.

Qui parliamo di cosa cambia dentro il sistema, non di quando arriverà sul tuo telefono: le date, le ondate della beta e i modelli coinvolti li trovi nel calendario del rilascio, ondata per ondata. Un avvertimento che vale per tutto il resto dell’articolo: le funzioni descritte finora riguardano la versione cinese, e Xiaomi non ha ancora detto quali di queste arriveranno identiche sulle versioni internazionali.

I tre numeri che Xiaomi mette sul tavolo

Il primo riguarda un componente che non vedrai mai: si chiama HyperCore ed è lo strato che decide come il telefono distribuisce il lavoro tra processore e memoria. Xiaomi sostiene di avere reso quel calcolo più preciso, così da tagliare le elaborazioni inutili: nel confronto con la generazione precedente, le istruzioni eseguite in totale scendono del 14,4%.

Il secondo è quello che si nota di più nell’uso quotidiano. Il sistema prova a indovinare in anticipo quali app ti serviranno e libera per tempo quelle che non usi. Risultato dichiarato, sempre nel confronto con la generazione precedente: dopo otto ore di telefono acceso resta il 27,2% di memoria libera in più. Nella pratica è la differenza tra ritrovare una app ancora aperta e vederla ripartire da zero. Nello stesso test, aprire trenta applicazioni in sequenza dopo nove ore ha richiesto il 17,5% di tempo in meno.

Il terzo è il più interessante da leggere in rapporto invece che in percentuale. Xiaomi parla di una riduzione del 28,9% dei fotogrammi persi, cioè di quei micro-scatti che si vedono scorrendo una lista lunga. Ma il dato grezzo dice di più: dopo nove ore, secondo la rilevazione riportata da GizChina, si passa dall’1,61% allo 0,22%. Sono misure fatte in casa, ma il rapporto tra i due valori è di circa uno a sette: molto più netto del 28,9% comunicato. C’è poi il caso limite della Galleria: su archivi da decine di migliaia di miniature, arrivare in fondo allo scorrimento richiederebbe il 90% di tempo in meno.

Sulla batteria il guadagno è un quarto d’ora

Ed è qui che il quadro si sbilancia. A fronte di percentuali a due cifre su memoria e fluidità, il vantaggio dichiarato in autonomia è di 0,26 ore: quindici minuti e mezzo, sempre nei test interni dell’azienda. Non è poco in senso assoluto, ma è un’altra scala di grandezza.

La lettura è questa: HyperOS 4 punta a far sembrare il telefono più pronto, non a farlo durare di più. Chi aspettava il nuovo sistema per arrivare a sera con qualche tacca in più, dai numeri dichiarati non trova quella promessa.

Soft Light Glass è un effetto grafico, non un materiale

Il nome del nuovo linguaggio visivo è Life Aesthetics, e ruota attorno a quello che Xiaomi chiama Soft Light Glass. Vale la pena chiarire subito un equivoco: non c’entra nulla con il vetro della scocca o del display. È un modo di disegnare le schermate, fatto di trasparenze, sfocature, livelli sovrapposti e riflessi che si accendono in modo diverso a seconda di cosa c’è sotto e di come muovi il dito.

Lo stile investe la schermata di blocco, la home, il Centro di Controllo, le cartelle, i widget e diverse applicazioni preinstallate. Insieme all’aspetto cambiano anche alcune libertà: l’orologio e i widget della schermata di blocco si spostano con più margine, le notifiche si possono impilare per lasciare respiro allo sfondo, mentre sulla home i widget si sovrappongono e le cartelle si modificano trascinando le icone.

Super XiaoAI 2.0, l’assistente che prova a fare al posto tuo

La differenza tra un assistente vocale e quello che Xiaomi chiama Super XiaoAI 2.0 sta nel verbo: non risponde soltanto, agisce. Poggia sui modelli MiMo sviluppati in casa e, stando ai metadati citati da GizChina, sulla versione MiMo V2.5. Può muoversi tra app, dispositivi, documenti, calendario e oggetti della casa connessa.

La funzione che sintetizza meglio l’idea si chiama Inspiration Ball: legge quello che hai sullo schermo — un indirizzo, un prodotto, un orario, una chat, una locandina — e propone l’azione conseguente, dalla navigazione all’evento da salvare in agenda. Simile la logica di Code and Number Island, che con una gesture a tre dita cattura numeri, codici, QR e biglietti. Sopra c’è HyperIsland, l’area attorno al foro della fotocamera dove restano visibili le attività in corso mentre usi un’altra applicazione.

C’è poi una modalità Expert per le richieste in più passaggi: mette insieme materiale personale e informazioni online per costruire ricerche, presentazioni, pagine web e video. Le stesse capacità entrano nel Registratore, che riconosce le riunioni e ne ricava riassunti, e nella tastiera, che riscrive e traduce tra cinese e inglese. Una conversazione può poi proseguire su tablet, PC Xiaomi o Mac con chip Apple Silicon, se account e rete restano gli stessi.

Cosa succede ai dati che l’assistente usa

Più l’assistente entra nei tuoi file, più la domanda diventa legittima. Xiaomi descrive un’elaborazione divisa tra telefono e cloud, pensata perché i dati servano solo a chiudere la richiesta e non oltre. Le operazioni che possono fare danno — modificare, cancellare, spedire qualcosa fuori dal dispositivo — chiedono una conferma. Ci sono poi comandi per stabilire cosa l’assistente può tenere a mente e per cancellare quello che ha già memorizzato.

Il tuo telefono le vedrà tutte? Dipende dal chip

No, e questa è la parte che conta di più per chi legge dall’Italia. Le due testate che hanno raccontato la presentazione, GizChina e XiaomiToday, riportano lo stesso paletto: l’esperienza completa di Soft Light Glass è prevista per i dispositivi con piattaforma Snapdragon 8 Elite o successiva, Dimensity 9500 o superiore, oppure con i processori XRING O1 e seguenti. Tradotto: sono i top di gamma delle ultime generazioni. Sugli altri modelli gli effetti visivi più pesanti verranno ridotti o non compariranno affatto, per limiti di potenza.

Lo stesso principio vale oltre la grafica. Alcune funzioni di intelligenza artificiale, gli effetti avanzati della schermata di blocco, la modalità Expert e Inspiration Ball resteranno legate a determinati modelli. È la ragione per cui l’elenco dei dispositivi aggiornabili, che trovi nel quadro generale su HyperOS 4, non coincide con l’elenco di chi vedrà davvero tutto quello che hai letto qui: ricevere l’aggiornamento e ricevere l’intero pacchetto di novità sono due cose diverse. Utile, per misurare la distanza tra rumore e annuncio, rileggere quello che ci si aspettava dalla nuova versione.

Restano quindi due incognite: quante di queste funzioni sopravvivranno al passaggio dalla versione cinese a quelle internazionali, e quante resteranno accese sul singolo telefono. I guadagni su memoria e fluidità, quelli sì, riguardano tutti: non dipendono da un effetto grafico da disegnare, ma da come viene distribuito il lavoro interno.

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