Nell’ultima settimana di agosto sono uscite, a pochi giorni di distanza, sei ricostruzioni sul prossimo evento Apple, firmate da quattro testate diverse. Ciascuna guarda un pezzo della faccenda: il calendario, il pieghevole, la batteria, il prezzo. Lette una alla volta sembrano il solito rosario di voci di corridoio. Messe in fila dicono una cosa sola, e non banale: il settembre di Cupertino, quest’anno, non funziona come gli altri.
Sul palco sono attesi tre telefoni, e nessuno dei tre è l’iPhone “liscio”, cioè il modello base senza suffissi. Quello dovrebbe slittare alla primavera del 2027. Se stai pensando di cambiare telefono, questa è la differenza che pesa più di qualunque scheda tecnica: aspettare non significa più resistere due settimane.
Tre modelli adesso, il quarto tra sei mesi
La gamma autunnale, stando alle indiscrezioni, si ferma a due modelli Pro, il 18 Pro e il 18 Pro Max, più il primo pieghevole della casa, indicato per ora come iPhone Ultra. Su questo punto iSpazio e iPhoneItalia concordano: il modello numerato senza suffissi, insieme alla variante economica 18e, è rimandato all’inizio dell’anno prossimo.
Tradotto in mesi di attesa, sono sei o sette in più rispetto alla scadenza di settembre a cui ci siamo abituati. È una rottura di abitudine che vale la pena tenere a mente, perché ribalta la regola non scritta secondo cui a fine estate conviene sempre fermarsi un attimo prima di comprare. Quella regola, quest’anno, vale solo per chi punta a un modello Pro.
Il giorno del keynote: due indizi che non tornano
Qui succede la cosa più interessante di tutta la vicenda. Tre ricostruzioni indipendenti provano a inchiodare la data dell’evento partendo da metodi completamente diversi, e due arrivano allo stesso giorno mentre la terza si ferma a quello prima.
Il primo metodo guarda lo storico: negli ultimi tre anni Apple ha alzato il sipario il 9 settembre 2025, il 9 settembre 2024 e il 12 settembre 2023. Il secondo guarda il calendario americano: la festa del lavoro americana, il Labor Day, cade quest’anno lunedì 7 settembre. Difficilmente l’azienda chiederebbe a giornalisti e ospiti di mettersi in viaggio subito dopo un ponte. Questo secondo ragionamento butta fuori l’8 settembre e lascia mercoledì 9 come prima finestra praticabile. Un precedente c’è già: nel 2015 iPhone 6s venne mostrato proprio di mercoledì 9 settembre.
Il terzo indizio arriva da tutt’altra parte e dice l’opposto. Secondo GizChina, un produttore di accessori ha lasciato capire di voler aggiornare la documentazione dei propri prodotti l’8 settembre, ultimo giorno della fiera IFA di Berlino, in programma dal 4 all’8. Cioè esattamente il giorno che gli altri due ragionamenti scartano.
Non è una contraddizione da sciogliere a tavolino, ed è bene dirlo: nessuna delle tre strade è una conferma ufficiale. Abbiamo ricostruito il calendario probabile, con preordini e arrivo nei negozi, nell’articolo su quando dovrebbero cadere keynote, preordini e uscita; il meccanismo per cui una fuga di notizie dalla filiera degli accessori pesa più di un rumor qualsiasi lo abbiamo spiegato invece nel pezzo su come la data è scappata da IFA.
Il pieghevole arriva davvero, ma trovarlo sarà un’altra storia
Il pieghevole è il motivo per cui questo evento interessa anche a chi di solito non segue i lanci Apple. Secondo iPhoneItalia dovrebbe essere presentato regolarmente insieme ai due Pro e non sarebbe riservato al solo mercato statunitense, ma le unità disponibili nelle prime settimane sarebbero pochissime.
La ragione è meccanica prima ancora che commerciale: la cerniera deve reggere migliaia di aperture restando sottile e senza scaricare pressioni indesiderate sul pannello OLED. Produrre pezzi così in grandi numeri, al primo tentativo, è difficile. C’è poi un dettaglio che rimette in discussione persino il nome, perché “Ultra” potrebbe essere tenuto da parte per un altro modello. Ne parliamo per esteso nella scheda dedicata a scorte iniziali e nome del primo pieghevole Apple; su come dovrebbe essere fatto, invece, abbiamo raccolto le immagini del modello fittizio più realistico visto finora.
Pro e Pro Max non si distinguono più solo per la misura
Fino a oggi, tra i due modelli di punta, la scelta si giocava quasi solo su quanto grande volevi il telefono in tasca. Le indiscrezioni raccolte da XiaomiToday dicono che la forbice si allarga: il Pro Max monterebbe una batteria da 5567 mAh, il Pro si fermerebbe a 4288 mAh. Sempre secondo quella ricostruzione, il diaframma variabile, cioè un’apertura dell’obiettivo che si stringe e si allarga a seconda della luce, sarebbe esclusiva del solo Pro Max.
Su quest’ultimo punto le fonti non vanno d’accordo. iPhoneItalia attribuisce infatti l’apertura variabile agli aggiornamenti fotografici attesi su entrambi i modelli Pro, non a uno soltanto: è una differenza che, se confermata nella seconda versione, cambierebbe parecchio il senso di spendere di più per il modello grande. I numeri di batteria a confronto con quelli della generazione attuale li trovi nell’approfondimento su autonomia e fotocamera del Pro Max.
Il prezzo è la variabile che quest’anno si muove di più
Il costo dei componenti sta salendo, in particolare quello delle memorie DRAM e NAND, assorbite in quantità crescente dalle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. La società di analisi TrendForce, citata da iPhoneItalia, stima un rincaro fino al 38% del costo industriale sul taglio da 256 GB dell’iPhone 18 Pro, sempre rispetto al modello dell’anno prima.
Attenzione a come va letto quel 38%: è la stima su quanto costa produrre il telefono, non l’aumento del cartellino. Apple potrebbe assorbirne una parte riducendo i propri margini. La conseguenza pratica riguarda però anche chi non ha alcuna intenzione di comprare il modello nuovo, perché in un anno di costi in salita il calo di listino sui modelli in uscita non è più un passaggio garantito. Negli anni scorsi, dopo il keynote, era quasi un automatismo. Abbiamo messo in fila i casi in cui conviene comprare adesso e quelli in cui ha senso aspettare nell’articolo su iPhone 17 subito o iPhone 18 tra sei mesi, mentre altrove avevamo provato a capire quanto la memoria può pesare sul cartellino finale.
Cosa resta da verificare
Il quadro descritto qui poggia su indiscrezioni circolate a fine agosto 2026: a quella data Apple non aveva comunicato nulla di ufficiale, nemmeno il giorno dell’evento. Tre cose, in particolare, si sapranno solo dal palco: se i modelli sono davvero tre, quante unità del pieghevole arriveranno nei negozi italiani e quanto di quel rincaro industriale finirà sul prezzo di listino.
Resta la lettura d’insieme da cui siamo partiti, e quella regge a prescindere dalle conferme: il calendario unico di settembre si è spezzato in due. Per chi guarda i modelli Pro l’attesa è questione di giorni; per tutti gli altri, di stagioni.


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