Nel giro di poche settimane, ad agosto 2026, il nome di Huawei è comparso due volte nelle cronache degli orologi da polso: prima con il Watch GT 7 Pro, presentato in Cina il 5 agosto con tanto di scheda tecnica completa, poi con un Watch D3 spuntato in un registro di certificazione indonesiano. Sembrano due capitoli della stessa storia. Non lo sono.
La differenza riguarda chi legge questo articolo pensando di comprare qualcosa. Uno dei due orologi è fatto per accompagnarti in montagna e restare al polso per settimane senza caricabatterie. L’altro nasce per misurare la pressione del sangue, che è un compito completamente diverso e con regole diverse. Confrontarli per decidere quale sia il migliore non ha molto senso: è come chiedersi se conviene uno scarpone da trekking o una scarpa ortopedica.
Del Watch D3 sappiamo il nome, poco altro
Il primo segnale concreto sul Watch D3 è burocratico. L’orologio è finito nella banca dati dell’SDPPI, l’ente indonesiano che autorizza i dispositivi radio prima che possano essere venduti nel Paese, e ci è finito in due versioni distinte: RIV-B10 e RIV-B11. Le date dei certificati sono l’11 e il 12 agosto 2026, e a chiederli è stata la filiale locale del gruppo, PT Huawei Tech Investment.
Qui vale la pena fermarsi un momento, perché è il punto in cui è facile capire male. Una certificazione di questo tipo dice che l’apparecchio esiste, ha un nome commerciale ed è abbastanza vicino al lancio da meritare le pratiche di importazione. Non dice niente sulle sue funzioni sanitarie. Non è un’approvazione medica, non vale come autorizzazione europea e non trasferisce automaticamente al D3 i riconoscimenti ottenuti dal modello precedente. Il documento indonesiano non svela nemmeno il design, i sensori, l’autonomia o il prezzo, né che cosa distingua la variante B10 dalla B11 – se siano due prodotti diversi o due configurazioni pensate per mercati diversi.
Il pezzo che manca è la data. A metà agosto XiaomiToday riferiva di indiscrezioni che indicavano settembre come possibile finestra di presentazione, senza alcuna conferma dall’azienda. Al momento in cui scriviamo l’annuncio ufficiale non è arrivato, quindi quella finestra resta un’ipotesi giornalistica e non un impegno di Huawei.
Perché un orologio che misura la pressione è fatto diversamente
Per immaginare il D3 conviene guardare il Watch D2, uscito nel 2024 e ancora in vendita. Quel modello non stima la pressione da un sensore ottico: dentro il cinturino c’è una camera d’aria che si gonfia, esattamente come il bracciale dei misuratori da tavolo, e la lettura avviene con il metodo oscillometrico – cioè analizzando le oscillazioni della pressione dell’aria mentre il bracciale si sgonfia. Lo stesso orologio permette anche il monitoraggio nell’arco delle 24 ore, con misurazioni programmate di giorno e di notte.
In alcuni mercati europei Huawei vende il D2 come dispositivo medico con marchio CE, precisando però che i valori registrati non sostituiscono la diagnosi o la terapia di un medico. È plausibile che il D3 prosegua su questa strada, ma finché l’azienda non parla resta un’aspettativa. La certificazione appena emersa non conferma nemmeno che il sistema pneumatico venga confermato.
Il punto interessante è un altro, e riguarda tutta la categoria: un numero mostrato sul display non basta a fare di un orologio uno strumento clinico. Servono la validazione del metodo di misura, l’autorizzazione paese per paese e il rispetto delle modalità d’uso indicate dal produttore. È lo stesso ostacolo che rende lenta ogni novità del settore, comprese quelle attese sul fronte concorrente, come la funzione per la pressione alta su cui sta lavorando Apple. La forma dell’orologio, poi, paga il prezzo di questa specializzazione: la serie D è più spessa e più funzionale proprio perché deve ospitare il cuscinetto nel cinturino.
Il GT 7 Pro gioca un altro campionato: titanio e ventuno giorni
Il Watch GT 7 Pro non ha misteri da risolvere: è ufficiale in Cina dal 5 agosto e la sua scheda tecnica è pubblica. Cassa in titanio, retro in ceramica nanocristallina, schermo AMOLED da 1,47 pollici con 466 per 466 pixel di risoluzione e una luminosità di picco dichiarata a 3.000 nit, che serve soprattutto a leggere il quadrante sotto il sole.
Il dato che racconta meglio la filosofia del prodotto è però l’autonomia, e va letto sui due numeri insieme: fino a 21 giorni con un uso leggero, 12 giorni nello scenario tipico indicato dall’azienda. Tra il caso favorevole e quello realistico ballano nove giorni, quasi la metà; anche prendendo il numero più basso, siamo comunque su un orologio da ricaricare due volte al mese scarse. Nel trail running, con il GPS acceso, Huawei dichiara fino a 51 ore.
Il resto è coerente: ci sono le modalità dedicate a sci, ciclismo, trail running e golf, mentre in acqua il limite dichiarato per l’apnea arriva a 40 metri di profondità, con resistenza certificata 5 ATM e IP69. Sul fronte salute ci sono elettrocardiogramma, battito, temperatura e sonno, raccolti dal sistema TruSense; alcune di queste funzioni e i programmi di ricerca sanitaria mostrati in Cina dipendono però dal mercato, dalle autorizzazioni locali e dal telefono a cui l’orologio è abbinato. Restano rilevazioni da orologio sportivo evoluto, non l’equivalente di una misurazione fatta con uno strumento certificato per quello scopo. Sui materiali, del resto, la gamma alta di Huawei aveva già mostrato le sue ambizioni con il Watch Ultimate Design Spring Edition.
Come si sceglie, se proprio bisogna scegliere
Riassumendo le due schede una accanto all’altra, il quadro è questo. Del GT 7 Pro sappiamo stato commerciale, materiali, autonomia e sport supportati; del D3 sappiamo il nome, due sigle e due date. Su tutto il resto – forma, sensori, batteria, prezzo, mercati – la colonna del D3 è vuota, e resterà vuota fino all’annuncio.
Chi vuole un orologio da portare tutti i giorni, con molte modalità sportive e poche ricariche, ha già davanti un prodotto definito. Chi invece considera prioritaria la pressione arteriosa non ha ancora abbastanza informazioni per valutare il D3: prima servirà sapere con quale metodo misura, quali certificazioni ottiene e in quali paesi arriva. Nel frattempo l’unico modello Huawei con quella funzione a listino resta il D2.
Il quadro europeo, intanto, si è mosso sul versante sportivo: la serie GT 7 è sbarcata in Italia con formati, colori e una promozione di lancio, come raccontiamo nel dettaglio nell’articolo dedicato alla data di arrivo in Italia del Watch GT 7 e al coupon di lancio. Sul D3, invece, la palla è ancora dalla parte di Huawei.


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