Se hai uno Xiaomi, un Redmi o un POCO comprato in Italia, la risposta più onesta sulla data di arrivo di HyperOS 4 è anche la meno soddisfacente: al 7 settembre 2026 non c’è ancora nulla da scaricare, nemmeno una versione di prova. Quello che esiste è un calendario valido solo per la Cina, una lista di file caricati sui server dell’azienda e una singola conferma su quale telefono vedrà per primo la versione definitiva.
Vale la pena tenere separate queste tre cose, perché vengono spesso mescolate e raccontano fasi diverse. La beta dice quali modelli stanno provando il software adesso. I file sui server dicono su cosa i tecnici stanno già lavorando, Europa compresa. La versione stabile è l’unica che riguarda chi non ha voglia di installare software sperimentale sul telefono che usa tutti i giorni. Il quadro dell’annuncio nel suo insieme lo trovi nel nostro pezzo sulla presentazione di HyperOS 4.
Le tre ondate della beta: 28 modelli, tutti cinesi
Il programma di test è cominciato il 13 agosto 2026, senza un evento dedicato al software. Il calendario pubblicato da gizchina.it lo divide in tre scaglioni, e mettendo insieme gli elenchi si arriva a 28 tra telefoni e tablet:
- dal 14 agosto, nove modelli: la famiglia Xiaomi 17 al completo, cioè 17 Ultra, 17 Leica Edition, 17 Pro Max, 17 Pro e la versione base, più il Redmi K90 Pro Max con la relativa Champion Edition e i tablet Xiaomi Pad 8 Pro e Pad 8;
- dal 27 agosto, undici: Xiaomi 17 Max, 17T Pro e 17T; poi la generazione precedente, con 15 Ultra (anche nella Dual Satellite Edition), 15S Pro, 15 Pro e il 15 base; infine il tablet Redmi K Pad 2 e i Redmi K90 Max e K90 Ultra;
- dal 17 settembre, otto: i due Redmi K100, cioè Pro Max e Pro; i tre Redmi K80, nelle varianti Pro, Ultra e base; il pieghevole Xiaomi MIX Flip 2 e i tablet Xiaomi Pad 7 Ultra e Pad 7S Pro 12.5.
Un dettaglio che cambia tutto per chi legge dall’Italia: sono le varianti vendute sul mercato cinese, che hanno un software diverso da quello europeo. Per l’apertura dei test internazionali, sempre secondo la stessa testata, non è arrivata nessuna data.
Cosa dicono i file già caricati sui server
La traccia più concreta sull’Europa arriva da un posto meno appariscente: i server da cui i telefoni scaricano gli aggiornamenti. xiaomitoday.it ha notato che i riferimenti caricati appartengono a due famiglie di nomi, e la differenza non è formale. Quando la sigla comincia per OS4.0.0.x vuol dire che il lavoro sulla versione definitiva è già cominciato. I nomi lunghi che si chiudono con .PRE, del tipo OS4.0.260814.1.x, arrivano invece da uno stadio di sviluppo molto più indietro.
Sull’elenco vero e proprio è tornata gizchina.it, che ha raccolto le sigle trapelate per i mercati internazionali: 47 voci in tutto tra Xiaomi, Redmi e POCO, dai top di gamma dell’ultima generazione a telefoni usciti diverse generazioni fa. Di queste 47, però, solo 11 hanno anche una build EEA, cioè la versione destinata all’area europea: tutte le altre sono marcate Global, la sigla usata per gli altri mercati internazionali. E in nessun caso un file sul server significa che l’aggiornamento sia scaricabile: nessuna data di distribuzione risulta associata ai singoli modelli.
Cinque modelli sono più avanti di tutti gli altri
Incrociando le due liste esce l’informazione che nessuna delle due contiene da sola. Se metti insieme chi sta già provando la beta in Cina e chi ha una build europea nel ramo più avanzato, quello senza .PRE, restano cinque modelli, tutti a marchio Xiaomi: il 15 e il 15 Ultra, il 17 e il 17 Ultra, più il 17T. Sono gli unici che compaiono contemporaneamente nelle due fasi più avanzate del processo.
La proporzione generale aiuta a ridimensionare l’entusiasmo per le liste lunghe: sul totale delle 47 voci trapelate, appena 14 stanno nel ramo OS4.0.0.x. Le altre 33 sono ancora file preliminari, e in quel gruppo finiscono quasi tutti i modelli meno recenti, dalla famiglia Xiaomi 13 allo Xiaomi 14 Ultra, dai Redmi Note 14 ai POCO F6 e F7. Esserci è una buona notizia per chi possiede quei telefoni, ma dice poco sui tempi.
Redmi K100 Pro e il primo giro della versione stabile
Sull’unico passaggio che conta davvero per l’utente comune, il rilascio definitivo, c’è finora una sola indicazione con un nome e un cognome. Hu Xinxin, product manager di Redmi, ha collocato il Redmi K100 Pro nel gruppo iniziale della distribuzione stabile: lo riporta xiaomitoday.it, che precisa come il riferimento non riguardi la fase di test ma la versione finale.
Qui la cronologia diventa interessante. Lo stesso Redmi K100 Pro entra nella beta solo con la terza ondata, quella del 17 settembre, ed è un modello della gamma cinese; tra i file sui server compare nel gruppo preliminare, non in quello avanzato. La distribuzione, del resto, non avviene tutta in una volta: parte dalla fascia alta e dalla parte superiore della fascia media in Cina, e per gli altri dispositivi manca un calendario. Nelle descrizioni della beta è spuntato anche un pieghevole Xiaomi non identificato, che ha fatto pensare a un nuovo MIX Fold: nessuna conferma dall’azienda.
Le date che circolano non sono ancora ufficiali
Su quando arriverà la versione stabile, gizchina.it è esplicita nel presentare le proprie come ipotesi costruite sul precedente di HyperOS 3, non come annunci. L’attesa è per un debutto cinese verso metà ottobre, un passaggio ufficiale sui mercati internazionali a settembre e i primi software definitivi entro fine ottobre, con un piano che procede a scaglioni e dovrebbe chiudersi nel primo trimestre del 2027. Anche l’apertura della beta internazionale intorno a metà settembre è una previsione della stessa testata, non un impegno preso da Xiaomi.
Il risultato pratico è che, per capire a che punto è il proprio telefono, l’elenco della beta serve meno di quanto sembri: dice cosa succede in Cina. L’indicatore più affidabile, oggi, è il ramo a cui appartiene la build associata al modello. L’elenco completo dei modelli compatibili lo abbiamo raccolto in una scheda aggiornata modello per modello, mentre le tappe attese nei mesi scorsi sono raccolte nella roadmap di HyperOS 4. E per capire cosa cambia una volta installato, dal nuovo aspetto grafico all’assistente, il posto giusto resta l’articolo sull’annuncio.


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