Gboard beta: le novità su emoji e Quick insert

Gboard beta: le novità su emoji e Quick insert

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Nella stessa versione di prova di Gboard convivono due novità: la dimensione delle emoji regolabile, già attiva sui beta tester, e il pannello Quick insert.


Chi scrive dal telefono passa molto tempo su una sola app senza quasi accorgersene: la tastiera. Su gran parte degli smartphone Android quella tastiera è Gboard, l’app di Google, e in questi giorni si muove su due fronti diversi. Da una parte le emoji, che si possono finalmente ingrandire o rimpicciolire nel pannello di selezione. Dall’altra un pannello nuovo, chiamato Quick insert, che raccoglierebbe in un posto solo le cose che di solito si incollano nei messaggi: appunti copiati, foto, numeri di telefono presi dalla rubrica.

Le due funzioni hanno una cosa in comune e una differenza che conviene tenere a mente. In comune hanno la build: entrambe sono state trovate nella stessa versione di prova di Gboard, la 18.0.3.954559732. La differenza sta nel grado di avanzamento, ed è il motivo per cui una la si può già vedere in funzione e l’altra no. Nessuna delle due è oggi disponibile sulla versione normale dell’app, quella che ha installata la maggioranza delle persone.

Le emoji ora si possono fare più grandi (o più piccole)

Questa è la parte concreta. Nelle impostazioni della tastiera, dentro la sezione Aspetto, compare una voce nuova: Dimensione emoji. Sta subito dopo l’impostazione che regola la grandezza dei caratteri, quella che esiste da sempre, e funziona in modo simile: un cursore da trascinare, con l’anteprima sopra che mostra il risultato. La descrizione dell’opzione, riportata da TuttoAndroid, parla di impostare quante emoji vedere su una stessa riga.

È l’unità di misura che conta qui: non si sceglie una dimensione in punti, si sceglie quante emoji stanno affiancate. Meno ce ne stanno, più sono grandi. I gradini sono sette. Cinque corrispondono ai numeri interi, dalle nove emoji per riga (le più minute) alle cinque per riga (le più vistose), passando per le misure intermedie. Gli altri due sono un po’ particolari e si chiamano 8+ e 7+: mostrano otto o sette simboli affiancati come le taglie omonime, ma disegnati appena più larghi.

Detto in modo pratico: chi fatica a distinguere una faccina dall’altra in una griglia fitta ha ora quattro passi di ingrandimento a disposizione, più due mezze misure per chi vuole una via di mezzo. Chi invece preferisce scorrere meno e vedere più simboli in una schermata sola va nella direzione opposta.

Un’avvertenza su chi la vede e chi no. L’attivazione è partita dalla versione di prova numero 18.0.3.954559732 dell’app per Android e riguarda per ora i soli iscritti al programma beta, cioè chi ha scelto di ricevere in anticipo le versioni non definitive. Non basta nemmeno avere quella build: l’interruttore è comandato dai server di Google, quindi arriva a scaglioni e può non essersi ancora acceso. Sul passaggio alla versione stabile dell’app, al 23 agosto 2026, Google non ha detto nulla. Se ti interessa il tema della leggibilità mentre scrivi, la stessa logica vale per l’ingrandimento dei caratteri della tastiera, che è l’impostazione a cui questa nuova voce si affianca.

Un’idea che in sei mesi ha cambiato strada

La funzione non nasce ad agosto. Sempre secondo la ricostruzione di TuttoAndroid, le prime tracce risalgono a febbraio, ma il progetto di allora era un altro: le emoji avrebbero seguito la grandezza del testo, ingrandendosi e rimpicciolendosi insieme a lui. A fine giugno l’impostazione era ricomparsa in una forma diversa, con i due parametri slegati l’uno dall’altro.

La differenza non è da poco per chi usa il telefono con caratteri grandi per necessità di vista. Nella prima versione dell’idea, testo più grande avrebbe significato per forza griglia di emoji più grande, e quindi meno simboli visibili prima di dover scorrere. Nella versione arrivata in beta le due manopole sono separate: si può tenere il testo comodo e la griglia fitta, o il contrario. Dai primi indizi al rollout sono passati circa sei mesi, un tempo che dà la misura di quanto queste impostazioni minori restino in lavorazione prima di uscire.

Quick insert: un cassetto solo per appunti, foto e contatti

La seconda novità sta a uno stadio più arretrato e va presa con le pinze: non è in prova su nessuno, è stata dedotta leggendo il codice della stessa build beta. Il nome che compare lì dentro è Quick insert, e l’ingresso sarebbe un’icona a forma di rombo con un più dentro, da aggiungere alla fila di simboli in cima alla tastiera.

Toccandola si aprirebbe un pannello con le cose pronte da infilare nel messaggio. Le categorie individuate nel codice sono sei:

  • la dettatura vocale;
  • emoji e adesivi;
  • l’elenco degli ultimi testi copiati;
  • le immagini che hai salvato sul telefono;
  • i contatti della rubrica;
  • uno spazio per i testi che riscrivi spesso, pensato per ripescare frasi già sistemate in passato.

Su alcune di queste voci, spiega TuttoAndroid, il pannello proporrebbe subito gli elementi più recenti — le ultime foto, per esempio — lasciando comunque la possibilità di cercare più a fondo tra quelli vecchi.

La parte più sviluppata sembra quella della rubrica. Aprendo un nominativo si potrebbero prendere i singoli pezzi, per esempio il solo numero di telefono oppure il solo indirizzo email, oppure incollare in una volta tutti i dati della scheda. È il classico passaggio che oggi costringe a uscire dalla conversazione, aprire i contatti, copiare e tornare indietro.

La crocetta che spegne i suggerimenti quando non servono

Dalla stessa lettura del codice esce una terza cosa, molto più piccola ma legata a un fastidio che conoscono tutti. Quando copi un testo, Gboard te lo propone come suggerimento nella barra in cima alla tastiera. Comodo, finché non lo è: se quel suggerimento non ti serve, oggi l’unico modo per mandarlo via è cominciare a scrivere qualcos’altro.

La soluzione trovata nel codice è una x accanto al suggerimento, uguale a quella che comparirebbe vicino ai pulsanti per annullare e ripristinare nella stessa barra. Un tocco e il suggerimento sparisce, senza dover digitare nient’altro.

Cosa è già visibile e cosa invece è solo un indizio

Vale la pena rimettere in fila i tre pezzi, perché non sono sullo stesso piano e le due notizie separate rischiano di farli sembrare equivalenti.

  • Dimensione emoji è una funzione vera, attivata da Google sui beta tester a partire da quella build: chi è nel programma di prova può cercarla nelle impostazioni e trovarla, o aspettare che il server gliela accenda.
  • Quick insert e la crocetta sui suggerimenti non li ha ancora visti nessuno all’opera. Sono stringhe e pezzi di interfaccia trovati dentro il pacchetto dell’app, che descrivono qualcosa a cui il team sta lavorando.

Su questo secondo gruppo l’avvertenza la mette la fonte stessa: trattandosi di elementi ricavati da una versione non pubblica, non c’è garanzia né che escano davvero, né che una volta usciti somiglino a quello che si vede adesso. Funzioni scovate così vengono anche cancellate, oppure riscritte da capo — ed è esattamente quello che è successo alla dimensione delle emoji tra febbraio e giugno, quando il progetto iniziale è stato buttato via e rifatto in un altro modo.

Messe insieme, le tre novità dicono però in che direzione sta andando la tastiera di Google in questa fase: da un lato adattare l’aspetto a come vedi, dall’altro accorciare i passaggi per portare dentro un messaggio roba che sta altrove nel telefono. Sono due modi diversi di limare la stessa cosa, cioè il tempo che passi con i pollici su uno schermo.

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