iOS 27 beta 5: icone nuove e la voce di Siri regolabile

iOS 27 beta 5: icone nuove e la voce di Siri regolabile

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La quinta anteprima di iOS 27 è l’ultima ad aggiungere funzioni: icone nuove, la voce di Siri regolabile su undici varianti e una sezione di impostazioni.


Il 10 agosto 2026 Apple ha distribuito la quinta versione di prova di iOS 27. È l’ultima ad aver aggiunto qualcosa che prima non si poteva fare: sette giorni dopo ne è arrivata un’altra fatta quasi solo di riparazioni, e da lì in poi il sistema si è limato invece di crescere. Chi vuole sapere cosa ci sarà nell’aggiornamento di settembre, insomma, guarda a questa versione più che alle successive.

Vale la pena chiarire subito le parole. Una beta è una copia non finita del sistema, data in anticipo a chi sviluppa applicazioni perché i difetti emergano prima. Ce n’era stata una quarta tre settimane prima: iSpazio definisce quell’attesa insolitamente lunga per il periodo. Il quadro completo di come si è arrivati a settembre sta nell’articolo su la fase finale di sviluppo di iOS 27; qui guardo dentro una singola versione.

Le due redazioni italiane che l’hanno passata al setaccio, iSpazio e iPhoneItalia, contano cose diverse: la prima elenca quattordici voci, la seconda ne seleziona tre come le principali. Dove non coincidono lo dico.

Sei icone ridisegnate, e la ragione per cui continuano a cambiare

La modifica che si nota per prima riguarda le icone delle applicazioni di sistema. Cambiano quelle di Safari, Siri, Anteprima, Impostazioni, Telecomando e App Store: sei, secondo l’elenco di iPhoneItalia. iSpazio ne conferma cinque nella stessa voce e tratta l’App Store a parte, notando che il simbolo resta quello di sempre e cambia solo il modo in cui la luce lo attraversa; aggiunge che altre applicazioni sembrano aver ricevuto ritocchi più discreti.

Il motivo per cui questo continua a succedere versione dopo versione ha un nome: Liquid Glass, il linguaggio grafico che Apple ha introdotto l’anno prima e che tratta pannelli, menu e icone come lastre di vetro semitrasparenti sovrapposte. Un’icona in vetro non si disegna una volta sola: va calibrata su come riflette e su quanto lascia vedere sotto. Le icone di Mappe, Foto e Wallet erano state riviste già dalla prima versione di prova, e iSpazio legge i ritocchi di questa quinta come la prova che il lavoro non è chiuso.

Nella stessa direzione vanno tre dettagli minuti che solo iSpazio registra:

  • le icone della barra di stato, quella riga in cima allo schermo con orario, segnale e batteria, sono ridisegnate con tratti leggermente diversi. Sono pochi pixel, visibili mettendo le due versioni a confronto;
  • l’icona della batteria diventa la stessa su iPhone e su iPad: stesso simbolo, stesso disegno, due sistemi;
  • le tacche del segnale dati crescono in altezza, così si leggono meglio con un’occhiata, e l’icona corrispondente nel Centro di Controllo viene allineata perché le due schermate non si contraddicano.

Messi in fila, questi tre interventi dicono una cosa sola, e nessuna delle due testate la scrive: Apple non stava ridisegnando delle icone, stava chiudendo le incoerenze fra schermate diverse. Un simbolo unificato fra iPhone e iPad e una barra di stato allineata al Centro di Controllo sono lo stesso tipo di lavoro, ed è tipico della fine di un ciclo di sviluppo, non dell’inizio.

La voce di Siri si può regolare, ma servono undici gigabyte in più

È la vera aggiunta funzionale della versione, e quella su cui entrambe le redazioni si soffermano. In iOS 27 la voce dell’assistente ha due regolazioni, che Apple chiama Ritmo ed Espressività: la prima decide quanto in fretta Siri parla, la seconda quanta enfasi mette nel pronunciare le frasi. Secondo iSpazio si trovano in Impostazioni, alla voce Siri, sotto Voce, e ciascuna offre cinque livelli.

Fino alla versione precedente quei due cursori funzionavano solo su due voci, entrambe con accento americano. Dalla quinta valgono per undici: sette americane e quattro britanniche, cioè tutte quelle disponibili nei due accenti. iSpazio segnala che l’inglese britannico entra qui per la prima volta nella voce potenziata.

Il numero interessante è il salto: da due a undici in una sola versione di prova, cioè cinque volte e mezza le voci regolabili. Non è un’estensione graduale, è un interruttore acceso — il comportamento tipico di una funzione che era in prova su un campione ristretto e viene aperta quando smette di dare problemi.

Il prezzo di quella qualità è nell’hardware, ed è il punto in cui le due testate danno numeri leggermente diversi. Entrambe concordano sulla soglia di memoria: 12 GB di RAM, perché le nuove voci girano su un modello che lavora interamente sul dispositivo, senza passare dai server. Sui modelli, però, i due elenchi non si sovrappongono. iPhoneItalia indica tre telefoni: iPhone Air, iPhone 17 Pro e la versione Pro Max. iSpazio ne nomina due — iPhone 17 Pro e iPhone 17 Air — ma esce dal telefono, aggiungendo gli iPad Pro dal chip M4 in su e i Mac dall’M3 in su.

La differenza fra i due elenchi è nella granularità dei modelli, non nella sostanza: è una funzione dell’ultima generazione, e su un iPhone di due anni fa non compare nemmeno l’opzione.

Attenzione a non confondere due soglie diverse. Regolare la voce chiede quei 12 GB. Siri AI — l’assistente rifatto da zero, che secondo iSpazio è ciò che rende iOS 27, fra tutti gli aggiornamenti mai usciti per iPhone, uno dei più costruiti attorno all’intelligenza artificiale — chiede invece un iPhone 15 Pro o successivo. Sotto quella soglia, scrive iSpazio, resta la sintesi vocale di sempre. E c’è un terzo livello: iOS 27 in quanto sistema arriva su iPhone 11 e successivi, oltre all’iPhone SE di seconda generazione e ai modelli più recenti.

Una nota sui tempi, perché riguarda direttamente chi legge dall’Italia: iSpazio scriveva che Siri AI sarebbe entrato in beta entro la fine del 2026 e che nell’Unione Europea i tempi non sarebbero stati gli stessi.

La sezione delle impostazioni che decide cosa vedi prima di cercare

Nelle impostazioni di Ricerca compare una sezione nuova. iSpazio riporta il nome che le dà il sistema — Prima della ricerca — e i tre controlli che contiene: quante applicazioni suggerire, se mostrare le scorciatoie delle applicazioni, se tenere in vista le ricerche già fatte.

Detta così sembra marginale. Riguarda invece il momento in cui scorri verso il basso dalla schermata Home e la ricerca si apre con la tastiera pronta: quello che vedi in quell’istante, prima di aver scritto una lettera. Entrambe le redazioni precisano che queste impostazioni agiscono sui suggerimenti della ricerca dalla Home.

Vale la pena tenerla insieme a quello che è successo la settimana dopo. Nella sesta versione di prova la ricerca cambia ancora, ma solo nel modo in cui si apre — le icone dietro rimpiccioliscono e lo sfondo si attenua. Una regola cosa vedi, l’altra come la schermata si muove mentre lo fa: il confronto sta in cosa è cambiato in Spotlight fra una versione e l’altra.

Sempre in tema di ricerca, iSpazio nota che lo sfondo dei suggerimenti di Spotlight schiarisce leggermente, e che i risultati proposti si staccano meglio da ciò che sta sotto.

Le altre voci: pulizia, profondità e un difetto quasi chiuso

Il resto dell’elenco è fatto di ritocchi che si notano solo usando il telefono.

  • Centro di Controllo: quando l’iPhone è collegato al Wi-Fi sparisce l’indicazione del tipo di rete cellulare. Entrambe le testate la registrano; iSpazio spiega la logica, in quel momento è un’informazione che non serve a nulla.
  • Foto: torna la sfocatura progressiva sotto la barra degli strumenti in basso, che non taglia più di netto l’immagine ma ci sfuma sopra. È solo estetica, scrive iSpazio, e restituisce all’applicazione una profondità accantonata nelle versioni precedenti.
  • Schermate di benvenuto: al primo avvio compare un riepilogo delle novità. Qui i due elenchi divergono su quali applicazioni — iSpazio indica Apple Music e Foto, iPhoneItalia aggiunge Wallet.
  • Contatti: se hai associato un’azienda a una persona, il nome dell’azienda si legge sotto il nominativo nell’elenco e fra i risultati di ricerca, senza aprire la scheda. Lo segnala iPhoneItalia.
  • Animazione di Siri: diventa meno colorata, con tonalità più tenui. Sul Mac la sfera animata di Siri AI si ammorbidisce: più vetro, meno aggressività, colori attenuati. Entrambe le note sono di iSpazio, che le legge come una stessa direzione più sobria.
  • Icone trasparenti: il difetto che faceva perdere pezzi all’animazione di chiusura delle applicazioni è quasi del tutto risolto. Quel quasi è di iSpazio, ed è la parola che distingue una versione di prova da una definitiva.
  • Tastiera: chiuso un difetto che si presentava nelle versioni precedenti.

Cosa te ne resta

Se aspetti l’aggiornamento pubblico senza installare niente, questa versione ti riguarda più delle successive: le sue aggiunte sono arrivate nella versione definitiva, mentre quelle dopo hanno soprattutto sistemato. Le due che noterai davvero sono la sezione delle impostazioni di Ricerca e, se hai un telefono dell’ultima generazione, i cursori sulla voce di Siri.

Il resto è la fisiologia di un sistema che si prepara a uscire: icone allineate fra dispositivi diversi, incoerenze chiuse, un difetto ridotto a quasi risolto. Non fa titolo, ed è precisamente ciò che ci si aspetta a un mese dal rilascio.

Gli elenchi originali sono quelli di iSpazio e di iPhoneItalia.

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