Se hai un Pixel 11 e negli ultimi giorni ti sono sembrate diverse le faccine che usi nei messaggi, non è un’impressione. Google ha portato sui suoi telefoni più recenti l’intero set di emoji ridisegnate di Android 17, abbandonando lo stile piatto per uno tridimensionale, con ombre e volume.
La reazione degli utenti è stata contrastante, e per una ragione che a Google probabilmente non farà piacere: le nuove faccine somigliano molto a quelle dell’iPhone. È il punto sollevato da chi le ha viste su un dispositivo vero, ed è anche il motivo per cui vale la pena capire cosa è successo esattamente.
Da piatte a tridimensionali: cosa è cambiato
Il set precedente di Android usava un disegno piatto, bidimensionale, senza profondità. Il nuovo aggiunge volume e rilievo alle icone, con l’obiettivo dichiarato di renderle più vive.
Un dettaglio merita di essere segnalato, perché nel 2026 non è affatto scontato: il ridisegno non è stato prodotto con l’intelligenza artificiale generativa, come diverse persone avevano ipotizzato. A disegnarle, una per una, è stato un gruppo di designer in carne e ossa. Google aveva mostrato il progetto e la logica che lo guida già a maggio, mesi prima che le faccine arrivassero sui telefoni.
Il problema: Android smette di essere riconoscibile
Chi le ha provate su un Pixel 11 Pro Fold segnala che, guardate a dimensioni normali dentro una conversazione, sono difficili da distinguere da quelle di un iPhone o di un Samsung Galaxy. È questa la parte che ha spiazzato più di tutte.
Il paradosso sta tutto qui: lo stile piatto di prima, per quanto meno appariscente, un’identità visiva propria ce l’aveva. Guardavi una di quelle faccine e sapevi da che telefono arrivava. Con il passaggio al 3D quella distinzione si assottiglia. Come nota Gizchina parlando dello stato di Android 17, la versione stabile è oggi installata su pochissimi telefoni: significa che il confronto diretto fra vecchio e nuovo stile, sullo stesso schermo, oggi possono farlo in pochi.
Vale la pena ricordare che una discussione identica c’era già stata. Nel 2017 Google mandò in pensione le emoji “blob”, quelle a forma di goccia arrotondata, e le proteste andarono avanti per mesi prima che tutti se ne dimenticassero. Da allora sono passati nove anni, il che rende ragionevole il sospetto che anche stavolta il malumore sia soprattutto questione di abitudine.
Su quali telefoni ci sono davvero
Questa è la parte pratica, e la risposta breve è quasi nessuno. Le nuove emoji sono arrivate sui Pixel 11. Sui modelli precedenti no. Chi possiede un Pixel 10, o il Pixel 9 della generazione ancora prima, continua per ora a vedere le vecchie faccine piatte anche dopo aver installato l’ultima versione disponibile di Android.
Non è una scelta definitiva. Le nuove emoji arriveranno anche sui modelli più vecchi, semplicemente non subito. Ma nel frattempo si crea una situazione curiosa: due telefoni Pixel entrambi aggiornati ad Android 17 mostrano faccine diverse, a seconda che siano un modello dell’ultima generazione o di quella prima.
Se ti stai chiedendo quando toccherà al tuo telefono, il quadro generale lo abbiamo ricostruito nell’articolo su quando Android 17 arriva davvero sui telefoni: la diffusione della versione stabile è molto più limitata di quanto si immagini.
Cosa manca ancora: il caso Emoji Kitchen
C’è un pezzo del sistema rimasto indietro, e chi lo usa se ne accorge subito. Si chiama Emoji Kitchen ed è la funzione che permette di combinare due faccine per ottenere un adesivo personalizzato, tipo la faccina che piange unita a quella del cuore.
Quegli adesivi combinati non sono ancora stati ridisegnati nel nuovo stile 3D. Il risultato è che nella stessa tastiera convivono due estetiche diverse: le emoji singole tridimensionali e le combinazioni ancora piatte.
Il perché del ritardo è facile da intuire se si pensa a quante combinazioni esistono: la libreria è enorme e ridisegnarla richiede tempo. Ma finché il lavoro non è finito, l’incoerenza resta visibile a chiunque usi la funzione.
La domanda vera arriva dopo
Sommando i pezzi, oggi il nuovo stile è un cantiere aperto su tre fronti contemporaneamente: c’è su un solo modello di Pixel, manca su tutti gli altri Android, e sul telefono che ce l’ha è incompleto perché gli adesivi combinati sono rimasti al vecchio stile. Non è la condizione migliore per giudicare un ridisegno.
Per un verdetto serio bisognerà aspettare che il nuovo set raggiunga l’intero parco di telefoni aggiornati alla versione 17. A quel punto si vedrà se il nuovo stile riesce a costruirsi un carattere proprio, oppure se Android ha rinunciato a essere diverso in cambio di sembrare più familiare. Per ora la questione resta aperta, e i giudizi di chi le sta usando sono divisi: lo stile piace, ma la somiglianza con la concorrenza è stata una sorpresa che nessuno aveva messo in conto.


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