iOS 27 beta 5 e 6: le novità in vista di settembre

iOS 27 beta 5 e 6: le novità in vista di settembre

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Siri su undici voci ma solo su tre iPhone, bug chiusi e riavvio meno costoso: cosa mostrano le beta 5 e 6 di iOS 27 prima del rilascio di settembre.


Chi segue le anteprime di iOS 27 da giugno se ne sarà accorto: nelle ultime due versioni di prova Apple ha smesso di aggiungere e ha cominciato a chiudere. La beta 5 porta ancora qualche funzione nuova, la beta 6 quasi soltanto correzioni. È il segnale che il cantiere si sta smontando in vista del rilascio pubblico, atteso per settembre 2026 insieme alla presentazione dei nuovi iPhone.

Vale la pena chiarire subito una cosa, perché è il punto in cui si generano più equivoci: tutto quello che leggi qui sotto è stato visto nelle versioni riservate agli sviluppatori. Sono anteprime instabili, che Apple può ancora modificare o togliere. Fino al giorno del rilascio pubblico nulla è definitivo, e sul tuo iPhone, se non hai installato la beta, non è cambiato ancora niente.

Due beta che si dividono i compiti

Messe una accanto all’altra, le due anteprime raccontano fasi diverse dello stesso lavoro. La quinta è arrivata circa quattro settimane dopo la quarta, secondo iPhoneItalia, ed è quella che introduce ancora qualcosa di nuovo: una funzione vocale allargata, un ritocco al Centro di Controllo, opzioni inedite nella ricerca. La sesta, la numero sei da quando il sistema è stato mostrato alla WWDC, secondo iSpazio lavora quasi solo su rifiniture: animazioni rimesse a posto, bug chiusi, impostazioni riapparse dopo essere sparite per strada.

Questa differenza di ritmo è l’informazione più utile per chi aspetta l’aggiornamento. Quando una versione di prova smette di aggiungere e comincia a riparare, il grosso delle funzioni che troverai a settembre è già quello che si vede adesso.

Siri con undici voci, ma solo su tre iPhone

La novità funzionale più concreta della beta 5 riguarda l’assistente vocale. Fino a quel momento si potevano regolare ritmo ed espressività, cioè la velocità con cui Siri parla e quanta intonazione mette nelle frasi, soltanto su due voci con accento americano. Adesso la stessa regolazione copre undici voci: le sette con accento americano più le quattro con accento britannico.

Qui però arriva il paradosso di questo aggiornamento. L’elaborazione avviene interamente sul telefono, senza passare da internet, e per farla servono almeno 12 GB di memoria RAM. Tradotto: la personalizzazione è riservata a tre soli modelli, cioè iPhone Air, 17 Pro e 17 Pro Max. Sono i tre modelli più recenti e più costosi della gamma. Tutti gli altri iPhone che possono installare iOS 27 — e sono parecchie generazioni, come vedremo — restano fuori.

È una distanza che vale la pena tenere a mente ogni volta che si legge l’elenco delle novità di un aggiornamento Apple: poter installare il sistema non significa poterne usare tutte le funzioni. Sulle parti legate all’intelligenza artificiale lo scarto è ormai la norma.

Le piccole cose che si notano tutti i giorni

Sotto le funzioni con il nome altisonante ci sono i ritocchi che finisci per incontrare davvero, decine di volte al giorno. Nella beta 5 il Centro di Controllo, il pannello che si apre trascinando dall’alto, smette di indicare il tipo di rete dell’operatore mentre sei agganciato a una connessione Wi-Fi: se non stai usando i dati del telefono, quell’informazione non serve. Cambiano leggermente anche i simboli di rete, con le tacche del segnale un po’ più alte e l’icona del Wi-Fi più larga.

Nelle impostazioni della Ricerca compare una sezione dedicata a cosa vedi prima di scrivere qualcosa: quante app suggerite mostrare, se tenere le scorciatoie e le ricerche recenti. Riguarda direttamente i suggerimenti che appaiono quando trascini verso il basso dalla schermata Home. In Contatti, se a una persona hai associato un’azienda, il nome dell’azienda compare sotto il nominativo: lo leggi nell’elenco, e anche quando cerchi quella persona, senza entrare nella sua scheda.

La beta 6 aggiunge un dettaglio alla Fotocamera che risolve un dubbio ricorrente: se è il sistema ad attivare la modalità Notte, l’icona della luna si porta accanto una piccola A, la stessa convenzione già in uso per il flash automatico. Basta un’occhiata per capire se è stato il sistema a decidere o se l’hai impostata tu. Sempre nella sesta anteprima, gli interruttori delle impostazioni si muovono in modo più elastico e le notifiche compaiono con un’animazione più fluida.

I bug che la beta 6 ha chiuso

Il capitolo correzioni è quello che dice di più sullo stato di avanzamento. iSpazio segnala che gli scatti nelle animazioni dei pannelli semitrasparenti, trascinati dalle versioni precedenti, sono stati sistemati. Nelle Impostazioni è ricomparsa la voce che ottimizza ricerca e assistente vocale, sparita da qualche anteprima. Sono stati risolti gli errori che in certi casi impedivano di cancellare per sempre i file dalla sezione Eliminati di recente.

Due correzioni meritano una riga a parte. La prima è in Safari: la barra delle schede, che durante la navigazione poteva sparire senza un motivo apparente, adesso resta al suo posto. Un difetto piccolo ma irritante, di quelli che si notano proprio perché capitano quando meno te lo aspetti. La seconda riguarda il gioco: arriva il supporto al PlayStation Access, il controller pensato da Sony per chi ha bisogno di impugnature e comandi fuori dallo standard. Non è una funzione di massa, ma è la prima volta che compare in questo ciclo di anteprime.

Il riavvio che consuma un terzo di prima

C’è un numero, in questa sesta beta, che merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta. Nelle anteprime precedenti un riavvio si portava via il 5-6% della carica; adesso siamo intorno al 2%. Fatto il rapporto, il consumo dell’operazione si è ridotto a circa un terzo, con un risparmio di tre o quattro punti percentuali di carica ogni volta che spegni e riaccendi.

Su un telefono già in uso da qualche anno, dove la batteria fatica ad arrivare a sera, tre punti non sono un dettaglio. Ma il valore di questo dato è soprattutto un altro: è la prova che i consumi anomali delle prime versioni di prova erano difetti del software in lavorazione, non il costo permanente della nuova interfaccia. Chi aveva rinunciato alla beta proprio per l’autonomia guardava un problema che Apple stava già chiudendo.

Le icone stanno cambiando, una alla volta

Il filone parallelo di queste due anteprime è tutto grafico e riguarda Liquid Glass, il linguaggio visivo con cui Apple sta ridisegnando il sistema: superfici semitrasparenti, riflessi morbidi, icone su più livelli invece che piatte. Nella beta 5 il ritocco tocca Safari, Siri, Impostazioni, App Store, Anteprima e Telecomando; nella beta 6 l’effetto vetro arriva anche sui widget con sfondo trasparente e su Spotlight.

Secondo Melablog non si tratta di un cambio di rotta ma di una messa a punto: nelle prime prove diversi utenti avevano segnalato un eccesso di trasparenza, e questi interventi vanno nella direzione opposta, verso icone più leggibili. Le differenze sono minime prese una per una, e proprio per questo vanno guardate da vicino: se ti interessa sapere come è stata ridisegnata l’icona di ciascuna app, dal blu più acceso di Safari alla nuova composizione di Anteprima, le abbiamo messe in fila una per una in un articolo dedicato.

Il tuo iPhone lo riceverà?

Sulla compatibilità la risposta è larga: iOS 27 gira su iPhone 11 e successivi e su iPhone SE dalla seconda generazione in poi. Significa che anche telefoni usciti diversi anni fa riceveranno l’aggiornamento.

La riserva è sempre la stessa, e le fonti la ripetono entrambe: Apple Intelligence e la Siri basata sull’intelligenza artificiale girano solo su hardware più recente, quindi su un iPhone 11 avrai il sistema nuovo ma non quella parte. iSpazio aggiunge un punto che da noi pesa parecchio: in Italia la nuova Siri AI non arriverà insieme all’aggiornamento. Chi sperava che l’aggiornamento di settembre portasse l’assistente rinnovato in italiano, insomma, farà bene a non darlo per scontato.

Cosa resta da vedere

Le prove per gli sviluppatori vanno avanti per tutto agosto, quindi l’elenco può ancora muoversi: Apple non pubblica il dettaglio completo delle modifiche di ogni anteprima, e parte di quello che si sa arriva da chi le installa e le confronta con la versione precedente.

Un’ultima curiosità che dice qualcosa sui tempi: iPhoneItalia riferisce che nel codice della quinta anteprima sono affiorate tracce di sei modelli mai presentati, fra i quali un iPhone Ultra pieghevole. Sono stringhe di codice, non conferme: dicono che quei dispositivi esistono nei piani di Cupertino, non quando e se arriveranno sul mercato. Il calendario, quello vero, lo detterà l’evento di settembre.

Nel frattempo il quadro che emerge dalle ultime due anteprime è quello di un aggiornamento senza grandi rivoluzioni funzionali per la maggior parte degli utenti: un’interfaccia rifinita, qualche difetto in meno e una novità vocale importante ma riservata ai tre iPhone più recenti.

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