Se hai un abbonamento TIMVISION, in autunno la cifra addebitata ogni mese cambia. TIM ha reso noto il 17 agosto 2026 un ritocco dei prezzi che riguarda buona parte del listino televisivo: da 50 centesimi fino a 4 euro in più al mese, IVA compresa, a seconda del pacchetto che si ha attivo.
La cosa che conviene tenere a mente è che non c’è una data sola. Chi paga TIMVISION insieme al cellulare e chi lo paga insieme alla linea di casa hanno due calendari diversi, sia per l’arrivo del rincaro sia per il termine entro cui si può disdire senza pagare nulla. Sotto trovi i due percorsi separati, con importi, decorrenze e scadenze.
Di quanto sale la bolletta, e chi lo scopre come
L’aumento non è uguale per tutti: TIM ha fissato una forbice che parte da 0,50 euro e arriva a 4 euro mensili, e la cifra esatta dipende dall’offerta sottoscritta. Su base annua significa un esborso aggiuntivo compreso fra 6 e 48 euro, che è la lettura più utile quando si tratta di capire quanto pesa davvero un euro al mese.
La comunicazione viaggia su due canali distinti. Chi ha TIMVISION agganciato a una SIM TIM riceve un SMS, spedito a partire dallo stesso 17 agosto. Chi invece lo ha agganciato alla linea fissa se lo trova scritto dentro la fattura di agosto 2026, in un messaggio dedicato. In entrambi i casi è lì che compare l’importo preciso applicato al singolo contratto: la forbice 0,50-4 euro è il quadro generale, il numero personale sta nella comunicazione.
Un punto che TIM chiarisce e che vale la pena isolare: gli sconti già attivi restano dove sono. Le promozioni in corso non vengono toccate dalla modifica. La motivazione ufficiale è di natura economica; nell’informativa pubblicata sul sito dell’operatore si parla di aumenti decisi «per esigenze economiche derivanti dal mutamento delle condizioni di mercato per le offerte che includono contenuti TV».
Le date sono due: 26 settembre per il mobile, 1° ottobre per il fisso
Qui sta la differenza pratica fra i due segmenti di clientela, e nelle informative è spiegata in due pagine separate.
- TIMVISION su linea mobile: il prezzo nuovo si applica dal primo addebito che cade dopo il 26 settembre 2026. Non è quindi una data fissa uguale per tutti, ma dipende da quando cade il rinnovo del proprio piano.
- TIMVISION su rete fissa: la modifica scatta dal 1° ottobre 2026, senza il passaggio intermedio del primo rinnovo utile.
Anche i canali per controllare le proprie condizioni economiche sono diversi. Sul mobile TIM indica l’area riservata MyTIM, previa registrazione, oppure il servizio clienti al 119. Sul fisso, oltre a MyTIM, c’è la voce «Dettaglio dei Costi» della fattura e il numero 187.
Quali pacchetti sono coinvolti
Gli elenchi delle offerte interessate non coincidono, e la lista della rete fissa è nettamente più lunga: undici pacchetti contro sei. Riguarda in tutti i casi le versioni con addebito mensile.
Sul mobile sono elencate sei offerte: TIMVISION Intrattenimento, TIMVISION Intrattenimento Plus, TIMVISION con Disney+, Disney+ Premium, TIMVISION Calcio e Sport e TIMVISION Calcio e Sport Light.
Sulla rete fissa l’elenco comprende TIMVISION Intrattenimento, Mondo Intrattenimento, TIMVISION Intrattenimento Plus, Disney+ Premium, TIMVISION Calcio e Sport, TIMVISION Gold, TIMVISION con Disney+, le tre versioni Family (S, M e L) e Netflix Premium.
Chi non trova il proprio pacchetto in queste liste, in linea di principio non è toccato dalla modifica: la fonte dell’informazione resta comunque la comunicazione individuale ricevuta via SMS o in fattura.
Il caso TIM WiFi Casa e TV: TIMVISION Intrattenimento passa a 13 euro
Accanto all’aggiornamento generale, il 17 agosto TIM ha pubblicato una seconda informativa, dedicata a un gruppo specifico di abbonati alla rete fissa: quelli che hanno TIMVISION Intrattenimento a prezzo scontato dentro un’offerta della gamma TIM WiFi Casa, tipicamente la formula TIM WiFi Casa e TV.
Per loro il conto è netto: un euro in più, e il pacchetto arriva a 13 euro al mese dal 1° ottobre 2026. Chi oggi ne paga 12 passerà quindi da 144 a 156 euro l’anno. Anche in questo caso, come riporta MondoMobileWeb, la giustificazione dell’operatore è sintetica: l’aumento arriva «a seguito delle mutate condizioni di mercato».
La differenza rispetto al blocco precedente non sta solo nell’importo. Chi rientra in questo gruppo, se non accetta la variazione, può rinunciare al solo pacchetto televisivo oppure all’intero contratto di rete fissa: sono due strade distinte, con indirizzi PEC diversi, e ci torniamo più avanti.
È la settima ondata in poco più di un anno
Questo è il dato che le due informative, prese una alla volta, non restituiscono. Il rincaro su TIMVISION Intrattenimento abbinato alla fibra non è un episodio isolato: secondo la ricostruzione di MondoMobileWeb lo stesso meccanismo era già scattato, su gruppi di clienti diversi, dal 1° agosto 2025, poi da ottobre 2025, da gennaio 2026, da marzo 2026, da maggio 2026 e da giugno 2026.
Contate insieme, quella di ottobre è la settima tranche in quattordici mesi. E i prezzi di arrivo non sono stati gli stessi: negli scaglioni precedenti il pacchetto si era fermato a 10 o a 12 euro mensili a seconda del gruppo coinvolto, mentre adesso la soglia si sposta a 13. Il quadro, in altre parole, è quello di un allineamento fatto a scaglioni successivi, e l’operatore non ha indicato che questo sia l’ultimo.
Chi volesse un inquadramento più ampio delle modifiche unilaterali applicate dall’operatore negli anni può leggere la nostra panoramica sulle rimodulazioni delle offerte TIM.
Recesso senza penali: entro il 25 e il 31 ottobre
Quando un operatore modifica il contratto in corso, chi lo subisce può uscirne senza pagare penali né spese di disattivazione. Anche qui i termini sono due, e non coincidono con le date di decorrenza viste sopra.
- Clienti mobile: la comunicazione di recesso va inviata entro il 25 ottobre 2026.
- Clienti di rete fissa: il termine è il 31 ottobre 2026.
Vale la pena notare che entrambe le scadenze cadono dopo l’entrata in vigore dell’aumento: il nuovo prezzo parte comunque a fine settembre o a inizio ottobre, e la facoltà di recedere resta aperta nelle settimane successive. Non sono termini alternativi, sono consecutivi.
Le modalità indicate da TIM per la disdetta sono cinque: la richiesta dall’area clienti MyTIM, previa registrazione; la telefonata al 119 per il mobile o al 187 per il fisso; una raccomandata alla casella postale 111 di Fiumicino, in provincia di Roma; una PEC; oppure il passaggio in un negozio TIM. Per lettera e per posta certificata l’operatore chiede di allegare la fotocopia del documento d’identità dell’intestatario e di indicare come oggetto «Modifica delle condizioni contrattuali».
Un dettaglio che distingue i due casi: l’indirizzo PEC per lasciare il solo pacchetto televisivo è [email protected], mentre per chiudere l’intero contratto di rete fissa TIM ne indica un altro, [email protected].
L’operatore precisa inoltre che, se sull’offerta pesa un vincolo di permanenza minima — succede quando si è ottenuto uno sconto promozionale — gli importi previsti per l’uscita anticipata non vengono addebitati.
E il decoder? Cosa succede se si disdice
La parte meno immediata riguarda l’apparecchio. Chi ha un TIMVISION Box in comodato d’uso gratuito, cioè in prestito senza canone, riceve dopo la richiesta di disattivazione una email intitolata «Modalità di Restituzione TIMVISION Box», con dentro un’etichetta già compilata per la spedizione. Il pacco va inviato a spese di chi lo restituisce, con il corriere che si preferisce. Se quella email non arriva, TIM indica il 187 o il 119 per farsela reinviare.
Il termine per riconsegnarlo è di 30 giorni dalla chiusura dell’abbonamento. Se il decoder non torna indietro, per contratto quel silenzio equivale ad acquistarlo: TIM trasferisce la proprietà dell’apparecchio e ne addebita il prezzo, calcolato in base a quanto tempo è passato dalla sottoscrizione.
- Entro il primo anno: 69 euro, che diventano 129 euro se il modello è il TIMVISION Box Atmosphere.
- Dal secondo anno: 39 euro, oppure 89 euro per l’Atmosphere.
- Dal terzo anno: 19 euro, oppure 49 euro.
- Dal quarto anno in poi: 10 euro, oppure 19 euro.
La scala è ripida: fra il primo e il quarto anno il valore attribuito allo stesso apparecchio si riduce di quasi sette volte, da 69 a 10 euro. C’è poi una via d’uscita prevista dal contratto: se prima di spedire il decoder, e comunque entro i 30 giorni, si attiva una qualsiasi offerta TIMVISION a pagamento, la restituzione non serve più.
Situazione diversa per chi il decoder ce l’ha a noleggio: quel contratto va avanti da solo, alle condizioni firmate, e può essere chiuso in qualunque momento avvisando il servizio clienti e rispedendo l’apparato entro trenta giorni al centro logistico indicato da TIM, a San Giorgio di Piano, nel Bolognese. Chi invece lo ha comprato a rate può proseguire con i pagamenti fino alla scadenza già fissata oppure chiudere il residuo in un’unica soluzione, segnalandolo nella comunicazione di recesso o anche più avanti.
Cosa resta da verificare
Il quadro dell’autunno, in sintesi, è questo: importo variabile fra 0,50 e 4 euro, due decorrenze (dal primo addebito dopo il 26 settembre sul mobile, dal 1° ottobre sul fisso) e due scadenze per il recesso (25 e 31 ottobre 2026). Il numero che manca, ed è quello che conta di più per il singolo abbonato, è l’importo esatto del proprio aumento: non è ricavabile dalle informative generali, sta solo nell’SMS o nella fattura di agosto.
Resta aperta anche la questione degli scaglioni. Sette tranche in poco più di un anno sui clienti TIM WiFi Casa e TV suggeriscono un percorso ancora in corso, ma finché TIM non pubblica una nuova informativa non ci sono date né importi da riportare.


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