Pixel 11, addio ai modem Samsung: cosa cambia

Pixel 11, addio ai modem Samsung: cosa cambia

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Dentro il Tensor G6 dei Pixel 11 debutta un modem MediaTek al posto di quello Samsung. Ecco cosa cambia per chi telefona e naviga.


Fra le novita dei Pixel 11 ce n’è una che non si vede in nessuna foto del prodotto e che però riguarda la cosa che con il telefono si fa tutti i giorni: telefonare e navigare. Dentro il processore Tensor G6, il chip che alimenta tutti e quattro i modelli arrivati nei negozi il 20 agosto 2026, Google ha cambiato il modem. Al posto del componente Samsung usato fino all’anno scorso c’è ora una soluzione MediaTek.

Se ti è capitato di restare senza campo in ascensore, di veder cadere una chiamata sempre nello stesso tratto di strada o di trovare la batteria mezza vuota dopo una giornata passata sotto rete dati, questo è il pezzo di hardware che se ne occupa. Vale quindi la pena capire cosa promette il cambio, e soprattutto quanto solide siano le prove. I dettagli sui quattro modelli e sui listini italiani stanno nella panoramica sui prezzi italiani e sui quattro Pixel 11: qui parliamo solo del modem.

Cos’è il modem e perché non è il processore

Nel telefono che hai in tasca ci sono due cervelli diversi, non uno. Il processore vero e proprio manda avanti le app, il sistema, la fotocamera. Il modem fa un mestiere completamente diverso: tiene il dialogo con le antenne dell’operatore, cioè traduce le tue chiamate e i tuoi dati in segnale radio e viceversa. Nei chip moderni i due pezzi convivono nello stesso involucro, ma restano progetti separati, spesso di aziende diverse.

Questo spiega una cosa che a prima vista sembra strana: un telefono può essere velocissimo ad aprire le applicazioni e comunque comportarsi male quando il segnale è debole. Sono due componenti distinti, e migliorare l’una non migliora l’altra. La potenza di calcolo del Tensor G6 è infatti un capitolo a parte. I numeri che Google gli attribuisce riguardano tutt’altro terreno: l’apertura delle applicazioni, data fino al 15% più rapida, e la nuova unità dedicata all’intelligenza artificiale, da cui arriverebbe fino al 50% in più sul fronte del calcolo.

Chi c’era prima e chi c’è adesso

Il ricambio, secondo la ricostruzione di TuttoAndroid, è il primo nella storia dei Pixel. Fin dalla comparsa dei chip Tensor la parte radio era affidata a modem Exynos, la famiglia di componenti di Samsung. Il legame è durato a lungo: anche il Tensor G5 dei Pixel 10, presentato l’anno scorso, montava ancora un modem Exynos, e questo nonostante la produzione del chip fosse già passata a un altro fornitore.

Con il Tensor G6 la scelta cambia in modo netto. Il modem è un MediaTek M90, il primo di quella azienda su un Pixel. Non è arrivato come una sorpresa: sempre secondo TuttoAndroid le voci circolavano da mesi ed erano poi state confermate dalle certificazioni ottenute dai telefoni prima del lancio, cioè le autorizzazioni tecniche che un dispositivo deve ottenere per poter essere venduto e che di fatto ne rendono pubblica la scheda.

Una differenza fra le due informazioni va segnalata: il cambio di modem compare in una fonte sola, mentre il resto della scheda è raccontato da più parti — la composizione della gamma, il Tensor G6 costruito a 2 nanometri, l’arrivo nei negozi il 20 agosto 2026.

Cosa promette Google, con parole sue

Le affermazioni sul nuovo modem sono tre, e vengono da Google stessa: più affidabile, più veloce, più efficiente sul piano dei consumi. Tradotte in giornate normali, sarebbero tre cose molto concrete.

  • Affidabilità: è la capacità di restare agganciato alla rete anche dove il segnale è scarso, e di riprenderlo in fretta quando lo perdi. È la differenza fra una chiamata che regge e una che si interrompe a metà.
  • Velocità: riguarda quanti dati riesci a scaricare e caricare nell’unità di tempo, quindi quanto ci mette una pagina ad aprirsi o un video a partire quando sei fuori casa.
  • Efficienza energetica: è quanta corrente il componente si beve per fare il suo lavoro. Non è un dettaglio da poco, perché il modem lavora anche quando non stai guardando lo schermo.

Proprio l’ultimo punto è quello con la storia più lunga alle spalle. I Pixel si sono fatti la fama di consumare parecchia batteria quando restano connessi ai dati mobili, e questo anche a telefono fermo in tasca, in attesa. È il motivo per cui, di tutti i componenti cambiati quest’anno, questo era fra i più attesi.

Il dettaglio che cambia il peso di quelle promesse

C’è però una precisazione che accompagna quei tre aggettivi, e che secondo TuttoAndroid Google mette nero su bianco: i risultati arrivano da esemplari pre-produzione, misurati in condizioni controllate di laboratorio.

Sono due limiti diversi e vanno letti separatamente. Pre-produzione vuol dire che i telefoni provati non sono quelli usciti dalla catena di montaggio e finiti nelle scatole in vendita: sono campioni costruiti prima, che possono differire nei dettagli da quelli che compri. Condizioni di laboratorio vuol dire che le misure sono state prese in un ambiente stabile e ripetibile, dove chi conduce la prova decide il livello di segnale e tiene fuori tutto il resto.

Il laboratorio serve, perché è l’unico posto dove due componenti si possono confrontare a parita di condizioni. Ma la vita del modem è fatta esattamente di ciò che il laboratorio esclude: il cemento armato di un garage, la cella affollata allo stadio, il treno che corre e ti passa da un’antenna all’altra ogni due minuti, il giro fra due operatori diversi. Nessuna di queste situazioni entra in una prova controllata.

Ed è la ragione per cui, oggi, la risposta onesta alla domanda quanto si sentirà è che non si sa ancora. Non perché i numeri di Google siano sbagliati, ma perché misurano un’altra cosa rispetto a quella che noterai tu.

Come te ne accorgerai, se succede

Un miglioramento del modem non si presenta con una schermata che te lo annuncia. Si manifesta come assenza di fastidi, e i fastidi sono quelli che già conosci: la tacca che sparisce sempre nello stesso punto del percorso, il messaggio che parte con dieci secondi di ritardo, la percentuale della batteria che scende anche mentre il telefono è appoggiato sul tavolo.

Vale la pena ricordare che il segnale non dipende solo dal telefono: la copertura del tuo operatore, le antenne vicine e i muri di casa pesano quanto il componente. Un modem migliore alza il pavimento, non riscrive la geografia.

Le prime indicazioni utili arriveranno da chi userà i Pixel 11 comprati davvero, in giro, per settimane, con la propria SIM e nei propri posti. Fino ad allora quello che c’è sul tavolo è una promessa del produttore con la sua nota a margine, dichiarata apertamente. Che sia dichiarata è già qualcosa: è la parte più utile dell’annuncio, perché dice esattamente quanto ci si può appoggiare al resto.

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