Non si tratta di indiscrezioni: la nuova famiglia di telefoni Google è stata presentata davvero, con listino ufficiale per l’Italia e una data di arrivo nei negozi fissata al 20 agosto 2026. I modelli sono quattro, ma quelli che puoi comprare qui da noi sono tre.
Il punto da cui partire, se stai valutando la spesa, è semplice: si va da 999 euro a 1.399 euro a seconda del modello. Il quarto, il pieghevole, in Italia non arriva. Sotto trovi il listino completo, cosa distingue davvero un modello dall’altro e dove le testate che hanno raccontato la presentazione non dicono esattamente la stessa cosa.
Quanto costano, modello per modello
I prezzi che seguono sono quelli ufficiali per il mercato italiano, ripresi da iPhone Italia direttamente dal listino dello store Google: non sono conversioni dal dollaro nè stime di importatori.
- Pixel 11 — 999 euro
- Pixel 11 Pro — 1.199 euro
- Pixel 11 Pro XL — 1.399 euro
- Pixel Watch 5, versione da 41 mm — 419 euro
- Pixel Watch 5, versione da 45 mm — 449 euro
Il salto fra un gradino e l’altro della gamma è costante: 200 euro separano il base dal Pro, e altri 200 il Pro dal Pro XL. È un dettaglio che nessuna delle fonti mette in fila, ma cambia il modo in cui si legge il listino: la distanza fra il modello più economico e il più caro è di 400 euro, cioè il quaranta per cento in più rispetto al punto di partenza.
Su due prodotti il prezzo italiano semplicemente non c’è. Il Pixel Tag, il primo localizzatore Bluetooth di Google — un oggetto grande come una moneta da attaccare alle chiavi per ritrovarle dal telefono — negli Stati Uniti costa 29 dollari singolarmente e 99 dollari in confezione da quattro, ma per l’Italia la cifra non era ancora disponibile. Il pieghevole, come vedrai fra poco, è un capitolo a parte.
Lo sconto sull’usato che abbassa il conto
Chi ha un telefono da dare indietro trova sul Google Store una promozione di extra-valutazione dell’usato, segnalata da TuttoAndroid: il tetto è di 780 euro se acquisti il modello base, sale a 900 con il Pro e tocca 980 euro scegliendo il Pro XL. Sono cifre massime, legate a quale telefono consegni e in che condizioni: non un buono garantito.
Vale la pena notare come si incastrano con il listino. Il tetto della valutazione cresce insieme al prezzo del modello, ma non alla stessa velocità: sul Pro XL il massimo teorico copre il 70% del prezzo, sul modello base ne copre il 78%. In termini pratici il modello più economico è anche quello su cui la permuta, nel caso migliore, incide di più.
Cosa cambia davvero fra i tre modelli in vendita qui
Tutti e quattro i telefoni condividono lo stesso processore, il Tensor G6. È il chip che Google si progetta in casa, il cervello che gestisce telefono e funzioni di intelligenza artificiale, e questa volta è costruito con un processo produttivo a 2 nanometri — in sostanza transistor più piccoli, che a parità di consumo fanno più lavoro. I numeri dichiarati da Google riguardano due fronti: l’apertura delle app, data per il 15% più svelta, e la parte del chip riservata all’intelligenza artificiale, accreditata di metà lavoro in più rispetto a prima.
Da lì in poi le strade si dividono.
Pixel 11: il più compatto
Schermo OLED da 6,3 pollici che arriva a 120 Hz — il numero di volte al secondo in cui l’immagine si aggiorna, più è alto più lo scorrimento appare fluido — con luminosità massima di 3.000 nit. La memoria di lavoro è di 12 GB, quella per i tuoi file di 256 o 512 GB a seconda della versione che scegli.
Sul retro gli obiettivi sono tre. Quello che userai quasi sempre dichiara 48 megapixel; il grandangolare, per far entrare tutto nell’inquadratura, si ferma a 13; il terzo, da 10,8 megapixel, serve ad avvicinare i soggetti lontani e arriva a 30 ingrandimenti. La novità visibile a occhio nudo è la barra della fotocamera sul retro, ridotta del 40% in spessore: Google sostiene che con una cover ufficiale il telefono appoggiato sul tavolo resti stabile, senza il classico dondolio.
Pixel 11 Pro e Pro XL: identici tranne che nelle misure
I due Pro hanno la stessa scheda tecnica, e a separarli sono la diagonale dello schermo e la capienza della batteria. Il pannello è LTPO OLED a 120 Hz, un tipo di schermo che sa rallentare da solo quando l’immagine è ferma per consumare meno, e tocca i 3.600 nit di picco. La protezione è un vetro Gorilla Glass Victus 2, il retro è in vetro opaco e il bordo in alluminio.
Dietro ci sono tre obiettivi: principale da 50 megapixel, ultragrandangolare da 48 e un teleobiettivo periscopico — dove la luce viene deviata da uno specchietto per allungare l’ottica dentro uno spessore ridotto — anch’esso da 48 megapixel, con zoom dichiarato fino a 120 ingrandimenti. Davanti la fotocamera per i selfie è da 42 megapixel, e la memoria di lavoro arriva a 16 GB.
Qui le due testate non coincidono su un dettaglio: iPhone Italia indica il display del Pro a 6,3 pollici, TuttoAndroid a 6,34. Sul Pro XL sono invece d’accordo, 6,8 pollici. È uno scarto minimo, verosimilmente un arrotondamento diverso della stessa misura, ma preferiamo segnalartelo invece di sceglierne uno.
HiLight, la spia luminosa che torna
Sui modelli Pro debutta HiLight: intorno al flash corre una corona luminosa, che cambia tinta a seconda di cosa sta succedendo. Una chiamata che entra ha il suo colore; parlare con Gemini, l’assistente di Google, ne ha un altro. Come osserva iPhone Italia, è il ritorno del vecchio LED di notifica, sparito da anni dalla gran parte dei telefoni: la differenza è che stavolta serve soprattutto a segnalare che l’assistente ti sta ascoltando.
Le funzioni software annunciate
Insieme ai telefoni Google ha annunciato alcune funzioni nuove. Camera Looks permette di scegliere un’estetica già al momento dello scatto, fra Natural, Shadows e Vanilla. Magic Capture ricava da una sola registrazione una raccolta di foto e video già montati e stabilizzati. Rambler è una dettatura vocale che rimette in ordine le frasi sconnesse. Circle to Search, la ricerca che parte cerchiando con il dito quello che vedi sullo schermo, entra direttamente dentro l’app della fotocamera.
Il pezzo nascosto: il modem cambia fornitore
La novità potenzialmente più importante non si vede in nessuna scheda tecnica commerciale. Con il Tensor G6 Google abbandona i modem Samsung e passa a una soluzione MediaTek — il modem è il componente che tiene il telefono agganciato alla rete telefonica e dati. Google dichiara che il nuovo pezzo è più affidabile, più veloce e più parco nei consumi, ma con una precisazione che conta.
Se hai avuto un Pixel e ti sei chiesto perchè la batteria calasse anche a telefono fermo, questo cambio ti riguarda direttamente: abbiamo dedicato al tema un approfondimento su cosa cambia davvero con il nuovo modem MediaTek, comprese le riserve da tenere presenti sui dati dichiarati.
Il quarto modello che in Italia non vedrai
Il Pixel 11 Pro Fold è il pieghevole della famiglia: chiuso mostra un pannello da 6,5 pollici, aperto ne scopre uno da 8. Lo spessore passa da 10,2 mm a 5,1 mm quando lo si apre. La batteria dichiara 4.806 mAh, la memoria di lavoro 16 GB. Non sarà commercializzato in Italia, pur arrivando in altri Paesi europei; negli Stati Uniti parte da 1.899 dollari.
Questo lo rende, per chi legge da qui, un oggetto da importazione — con tutto quello che comporta in termini di assistenza e di scelta degli accessori. Ne parliamo separatamente in perchè il pieghevole non arriva in Italia e cosa significa acquistarlo altrove.
Le date e cosa resta da verificare
I telefoni arrivano nei negozi il 20 agosto 2026 ed erano già prenotabili su Amazon e sul Google Store. La finestra scelta, osserva iPhone Italia, precede di qualche settimana l’arrivo di iPhone 18 Pro e del pieghevole con cui Apple debutta nel formato, atteso per settembre.
Restano due cose che al momento della presentazione non erano chiarite. La prima è il prezzo italiano del Pixel Tag, semplicemente non ancora comunicato. La seconda riguarda le prestazioni del nuovo modem: i numeri di Google arrivano da prove di laboratorio su esemplari pre-produzione, e finchè non ci saranno misure sul campo restano dichiarazioni del produttore.
Un’ultima nota sull’orologio. Il Pixel Watch 5, annunciato insieme ai telefoni, porta un GPS più preciso, un allenatore per gli esercizi di forza e una funzione che rileva l’arresto del respiro e allerta i soccorsi.


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