Huawei Watch GT 7 sci: cosa promette sulla neve

Huawei Watch GT 7 sci: cosa promette sulla neve

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Rilevamento della discesa senza GPS, oltre 3.000 comprensori mappati e conteggio delle curve: cosa ha annunciato Huawei e cosa resta da verificare.


Fra le funzioni che Huawei ha annunciato per il Watch GT 7, quelle dedicate alla neve sono le più specifiche: rilevamento automatico di sci e snowboard che non dipende dal segnale satellitare, mappe di oltre 3.000 comprensori sciistici e un conteggio delle curve chiamato Turn Detection. Sono tre cose diverse, e conviene tenerle separate.

C’è pero’ un dettaglio che vale più di tutte e tre messe insieme, e riguarda il calendario. L’orologio arriva in Europa il 2 settembre, quando in Italia la stagione sulla neve è lontana mesi. Nessuno, in questo momento, ha ancora usato queste funzioni su una pista: sono promesse del produttore, non risultati misurati. Chi sta valutando l’acquisto ha davanti un inverno intero per aspettare che qualcuno le provi davvero. Il quadro generale del lancio lo trovi in cosa si sa del Watch GT 7 prima del 2 settembre.

Perché “senza GPS” è la parte interessante

Il GPS è il sistema che permette all’orologio di capire dove sei confrontando i segnali dei satelliti. In montagna funziona male: le pareti rocciose, i canaloni stretti e i boschi fitti coprono il cielo, e il segnale si perde o arriva impreciso. Chi scia con un orologio al polso lo sa già: capita che una discesa risulti più corta di quella fatta, o che l’attività si interrompa a metà.

Huawei dice di aver aggirato il problema. Al posto dei satelliti, il Watch GT 7 usa quello che l’azienda chiama array multi-sensore: un gruppo di sensori a bordo dell’orologio che leggono i movimenti del polso e riconoscono da soli che stai scendendo, sciando o facendo snowboard. La dicitura ricorrente è che il riconoscimento avviene anche in totale assenza di segnale satellitare.

Il secondo effetto lo spiega la batteria. Tenere acceso il GPS è una delle cose che consuma di più su qualsiasi smartwatch, perché il ricevitore deve restare in ascolto in continuazione. Un rilevamento che non ne ha bisogno, in teoria, pesa molto meno su una giornata di otto ore in quota. Scritto in questo modo è una deduzione ragionevole, non un dato: quanta batteria resti davvero dopo una giornata di sci è esattamente una delle cose che nessuna delle cinque testate che hanno dato la notizia è in grado di dire, perché l’autonomia dichiarata in giorni non compare da nessuna parte.

Tremila comprensori mappati: cosa vuol dire in pratica

Avere un comprensorio mappato significa che l’orologio ha in memoria il disegno delle piste di quella zona: i tracciati, i loro nomi, come si collegano fra loro. Il vantaggio è che puoi guardare il polso invece di cercare la cartina plastificata nella tasca del giaccone, o invece di tirare fuori il telefono con i guanti addosso.

Huawei parla di oltre 3.000 comprensori a livello mondiale. Il numero è grande, ma da solo non risponde alla domanda che conta per chi scia in Italia: c’è dentro il comprensorio dove vai tu? Un elenco delle località coperte non è stato diffuso, e nessuna delle testate italiane che ha riportato la cifra ne ha visto uno. Anche qui vale la stessa avvertenza sul modo in cui è scritta: la mappa serve a orientarsi lungo il percorso, non a sostituire la segnaletica sulle piste.

Turn Detection: l’orologio conta le curve

La funzione con il nome più oscuro è anche quella più facile da spiegare. Turn Detection, in italiano rilevamento curve, fa una cosa sola: registra le curve che fai scendendo e le distingue per ampiezza, separando quelle strette da quelle più larghe. Per ognuna calcola il raggio di curvatura, cioè quanto è larga la traiettoria che hai disegnato sulla neve.

A cosa serve a chi scia una settimana l’anno? A vedere, a fine giornata, un numero al posto di una sensazione. Se sai di aver fatto trecento curve strette su una pista e sessanta ampie su un’altra, hai una descrizione di come hai sciato che prima non avevi. Huawei la presenta come la prima funzione del genere nella categoria degli smartwatch.

Resta il fatto che nessuno l’ha ancora vista lavorare. La domanda vera – una curva mal riuscita, quella in cui derapi invece di condurre, viene contata come le altre? – è una domanda a cui si risponde solo su una pista, con qualcuno che confronta il conteggio dell’orologio con la discesa reale. Nessuno l’ha fatto.

Cinque articoli, un solo comunicato

Le cinque testate italiane che hanno scritto della novità riportano gli stessi tre elementi con le stesse cifre. Non è una conferma incrociata, ed è importante non leggerla come tale: stanno tutte lavorando sul materiale che Huawei ha diffuso in vista dell’evento di Monaco di Baviera. Cinque riprese dello stesso comunicato non valgono più di una.

La distinzione utile, in questo caso, non è quella fra notizia ufficiale e indiscrezione: qui è tutto ufficiale, l’azienda ci mette il nome. La linea passa altrove, fra cio’ che il produttore ha annunciato e cio’ che qualcuno ha verificato usandolo. Sul primo lato ci sono tutte e tre le funzioni per la neve. Sul secondo, per ora, non c’è niente.

L’unica redazione italiana che ha avuto il prodotto in mano prima del lancio è Techzilla, che sta provando il modello Pro in vista di una recensione. Ma quello che ha potuto raccontare in questi primi giorni riguarda l’oggetto, non le piste: il giudizio più concreto è su un cinturino in fluoroelastomero, ripiegabile verso l’interno, senza i passanti esterni in cui si impiglia l’estremita’ libera. È un riscontro d’uso reale, ed è l’unico che esiste al momento su questa serie. Sulla neve, nessuno.

Cosa manca ancora, e quanto tempo c’è

Il buco più vistoso è l’assenza di prezzi italiani: nessuna delle fonti li riporta, e Huawei ha rimandato all’evento del 2 settembre per configurazioni e cifre. Insieme ai prezzi mancano l’autonomia dichiarata in giorni, il dettaglio dei sensori usati per il monitoraggio della salute – le fonti citano la gestione della salute fra le aree su cui la serie punta, senza scendere nello specifico – e la compatibilità con i telefoni che non sono Huawei, che per chi ha un iPhone o un Android di un’altra marca è la prima cosa da sapere.

Su un prodotto pensato per la neve, questo vuoto informativo si accompagna pero’ a una circostanza favorevole per chi legge. Il Watch GT 7 arriva sugli scaffali all’inizio di settembre, con davanti tre o quattro mesi prima che gli impianti aprano. In quel tempo il rilevamento senza GPS, l’elenco dei comprensori e il conteggio delle curve smetteranno di essere righe di un comunicato e diventeranno cose che qualcuno ha provato su una discesa vera. Chi scia qualche settimana l’anno, e non fa gare, è esattamente la persona che può permettersi di aspettare quel momento.

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